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Complotto contro Caldoro, il presidente s’affida ai magistrati
La confessione ai suoi: “Ma in questa storia chi è che decide?”
12/07/2010 -
"C'é un'inchiesta della magistratura e credo che non sia utile dire una parola in più sulla vicenda". Così Stefano Caldoro ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la vicenda che lo ha riguardato vedendolo vittima di una spy story. Alla sua prima uscita pubblica, dopo le notizie sull'inchiesta, al forum sulla riforma della macchina amministrativa regionale, Caldoro ha mostrato grande serenità: "Stiamo lavorando. E' questo che conta". Rispondendo a una domanda se l'intera vicenda possa scalfire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, Caldoro ha detto: "la migliore risposta che possiamo dare è quella di lavorare. Ed è quello che stiamo facendo". A chi gli chiedeva se si sta procedendo alla nomina di un nuovo assessore al posto del dimissionario Ernesto Sica, coinvolto nell'inchiesta, Caldoro ha replicato: "Stiamo lavorando".
LO SFOGO DI CALDORO
"Non riesco proprio a capire. In questa sporca storia chi è che decide? E Sica a chi risponde". E' questo - secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa - lo sfogo del governatore della Campania, Stefano Caldoro, rivolto ai suoi più stretti collaboratori, dopo l'incontro di ieri con l'assessore regionale Ernesto Sica, accusato di aver tramato contro il presidente della giunta partecipando alla stesura di falsi dossier.
Lo stesso Sica ha successivamente annunciato le sue dimissioni. Sempre secondo quanto riferisce La Stampa, che riporta un colloquio con Caldoro, Sica, avrebbe detto di essere "solo l'ultima ruota del carro". Il governatore ha anche aggiunto di aver avuto l'impressione che "questa storia sia solo ai primi passi". Il presidente della Regione esprime, in base all'indiscrezione riportata da La Stampa, stupore anche per il coinvolgimento di Arcangelo Martino, oggi imprenditore, ma per anni assessore socialista. "Lo consideravo - dice Caldoro - un amico. Pensare che l'ho incontrato qualche mese fa. Ci siamo visti spesso prima del '94. Con me mai un segno di ostilita'. Di stima, semmai. Allora, una volta di più non capisco perché questi due si mettono insieme per farmi una cosa del genere. Non riesco a spiegarmelo con una chiave solo politica". Caldoro, secondo quanto emerge dal colloquio, ritiene che possa trattarsi di un'offensiva scattata dopo la decisione di avviare una politica di rigore nei conti della Regione.
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