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Di Pietro: “De Luca ha preso cinque impegni e ha accettato i paletti”
L’ex magistrato parla del sindaco di Salerno come alternativa ai Casalesi
08/02/2010 -
"Chiedo la vostra comprensione e la vostra responsabilità, perché è troppo facile criticare dicendo che non si poteva fare. L'alternativa a questa soluzione era la consegna, senza lotta, della Campania al clan dei Casalesi": lo afferma Antonio Di Pietro, rivolgendo dal suo blog un appello agli elettori dell'Idv a sostenere la candidatura di Vincenzo De Luca a governatore, nonostante i dubbi che nutrono nei confronti del sindaco di Salerno. Peraltro, Di Pietro nel suo appello ricorda che non sono emerse altre candidature e che lo stesso De Magistris ha declinato l'offerta. Il centrodestra, sottolinea il leader dell'Idv, "appoggia Cosentino, quel sottosegretario nei confronti del quale pende un provvedimento restrittivo per associazione a delinquere, proprio perché accusato di aver rapporti con il clan dei Casalesi in Campania". E' lo stesso centrodestra, prosegue, che ha indicato Caldoro come candidato alla regione: "Dal 29 di marzo, e per 5 anni, se dovesse vincere, affideremo la Campania a personaggi che hanno legami con il clan dei Casalesi e con la camorra. Non mi riferisco solo al candidato presidente Caldoro, ma a quell'insieme di personaggi, di quel sottobosco politico del centrodestra, che lo appoggiano e che gli fanno da copertura, da trait d'union tra il sistema clientelare della regione campana e il sistema camorristico che governa di fatto il territorio". "Una forza politica come l'Italia dei Valori, prima di mettersi "di traverso" a tutto e a tutti, deve sapere che se non fa il possibile, il 29 marzo, per evitare che la Campania sia affidata al controllo di fatto del clan dei Casalesi, deve rendersi conto che deve assumersi una responsabilità".
"Bisogna - sottolinea - costruire un'alternativa democratica di resistenza e di difesa. Come si fa? O fai la rivoluzione, e in questo caso non la puoi fare, oppure devi costruire un quadro di alleanze per tentare di raggiungere il 51% alle prossime elezioni". In ogni caso, aggiunge, De Luca è stato chiamato davanti al congresso e a migliaia di testimoni per prendere "cinque impegni formali". Primo, "se lo condannano deve dimettersi; secondo, "nel periodo del suo mandato non deve mai invocare il legittimo impedimento. Deve correre dal giudice e farsi giudicare il più velocemente possibile"; terzo, "non deve permettersi di attaccare la magistratura anche se è sotto processo"; quarto, "se riesce a diventare presidente, come primo atto deve prendere la ramazza e togliere di mezzo tutta quella classe dirigente, di nomina politica, che ha rappresentato il clientelismo, l'affarismo e il nepotismo di tutti questi anni"; quinto, "deve istituire una casa di vetro regionale, trasmettendo sul web tutti i consigli e le giunte regionali, e deve mettere in Rete ogni provvedimento che prende. Insomma, una casa trasparente certificata da un assessorato alla trasparenza e al controllo, affidata a persone esterne, che possano verificarne la legittimità". "Abbiamo fatto - conclude - questa scelta di campo: vogliamo salvare il salvabile, vogliamo salvare la Campania da una deriva criminale".
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