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Giunta papocchio a Torre Annunziata, il Pd scomunica il sindaco Starita
Pd e Idv all'opposizione. Tremante: “Sindaco trasformista, fuori dal partito"
TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) -
16/07/2010 -
Giosué Starita apre la giunta al centrodestra, spinge gli alleati di centrosinistra all’opposizione, chiude la crisi e finisce un fuoco incrociato del suo partito. La prima bordata arriva da Nicola Tremante, nuovo segretario provinciale, che va diritto al cuore della vicenda. “Il trasformismo non ci piace e non è nel nostro stile. Le scelte del sindaco Starita sono fuori dalla linea ufficiale, e chi non segue le direttive è fuori dal Partito democratico. E’ chiaro che non staremo a guardare questo scempio senza agire”.
La giornata più lunga del sindaco scomunicato inizia con la firma in calce ai sei decreti di nomina già pronti 24 ore prima. Il settimo, quello con sopra il nome di Filomena Iapicca, vicesindaco in pectore, è rimasto congelato in attensa delle decisioni dell’Udc. E’ una giunta-papocchio quella di Starita, senza collate politico e con la “forza” di una maggioranza risicatissima in consiglio comunale. Starita non ha saputo fare di meglio. Ovvero, spingere Pd, Italia dei Valori e Sinistra all’opposizione e rastrellare l’appoggio di movimenti, simboli di centrodestra, e fuoriusciti dal centrosinistra. Alla fine, mette 16 voti in cassaforte e va avanti con la speranza di aggiungerne altri 3: i due dell’Udc e quello dei Popolari, grazie all’assegnazione di qualche delega esterna.
Tutto secondo copione anche al vertice della Multiservizi, che il sindaco consegna nelle mani dell’ex assessore Vincenzo Ascione. Per il resto si tratta di restaurazione, degli stessi uomini che un mese fa Starita aveva sollevato dall’incarico.
Da Ciro Alfieri a Francesco Cacace, da Michele Cuomo a Francesco Colletto, compreso l’ex poliziotto e fedelissimo Giuseppe Auricchio. L’unica novità è la nomina di Luigi Colucci, espressione del consigliere Andrea Fiorillo, ormai in rotta con Sel, al quale sono state affidate le competenze in materia urbanistica.
Ne viene fuori una rivoluzione senza alcun senso politico, costruita sul tavolo dell’alternativa con l’appoggio degli autosospesi del Pd, dei dissidenti di Sel e degli espulsi da Italia dei Valori.
Quando la notizia delle nomine arriva a Napoli, il nuovo segretario provinciale del Pd, Nicola Tremante, scatta dalla sedia.
Fino a 24 ore prima aveva dato altri suggerimenti al sindaco e invece “le sue scelte sono in totale contrapposizione con le indicazioni del partito e dell’intero centrosinistra”, un atteggiamento che porterà a decisioni drastiche. “Chi è iscritto al Pd sa che esiste uno statuto e che lo stesso va rigorosamente rispettato. E’ ovvio che chi è fuori dalla linea ufficiale è fuori dal partito”. Una scomunica che a questo punto ha solo bisogno dell’ufficializzazione. “Nelle prossime ore valuteremo il caso Torre Annunziata in maniera collegiale, faremo le nostre valutazioni, prederemo le decisioni e adotteremo le giuste sanzioni disciplinari”, dice Tremante. Un processo che non riguarderà solo Starita, “ma anche quei consiglieri del Pd che hanno deciso di assumere linee diverse da quella ufficiale”. E la linea ufficiale resta quella del segretario cittadino, Francesco Porcelli, che parla di “pastrocchio politico indecoroso”. La scelta del sindaco provoca una reazione scontata che era già nell’area. “Da questo momento il Pd a Torre Annunziata è all’opposizione di un’amministrazione che nasce contro il centrosinistra, generata dalla somma di private bramosie di potere e nella quale trovano inquietanti conferme di personalità dal passato ambiguo e poco trasparente. Un risultato che offende la dignità della politica e calpesta la volontà degli elettori”. Non è solo il Pd a promettere opposizione durissima. Lo fanno anche Sel, attraverso il coordinatore regionale Peppe De Cristofaro, e Idv, che proprio ieri si è spaccato in due fronti. La scissione si è consumata in poche ore dopo che il capogruppo Raffaele De Stefano e la segretaria cittadina hanno firmano un documento di sostegno a Starita. Una scelta in contrapposizione con quella del direttivo, che ha costretto il segretario provinciale, Capasso, a commissariare la sezione torrese e ad allontanare i firmatari del documento clandestino. «Idv», c’è scritto in una nota del nuovo commissario, Antonio Gagliardi, «in alcun modo parteciperà ad un esecutivo dove all’interno ci siano forze politiche del centrodestra”.
RAFFAELE SCHETTINO
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