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Intrighi e ombre sulle istituzioni. Chiesto l’azzeramento della giunta
20/07/2010 -
Una mozione presentata dai gruppi di opposizione in Consiglio regionale sollecita il presidente della giunta campana Stefano Caldoro “a sgombrare il campo da ogni legittimo dubbio che grava sulle modalità di composizione del suo esecutivo attraverso l’azzeramento della giunta stessa”. “Il Consiglio regionale della Campania - si legge nella mozione firmata da Pd, Idv e Pse - esprime crescente preoccupazione per l’instaurarsi di una condizione dominata dall’incertezza e dalla precarietà che sta minando il ruolo, la tenuta e l’autorevolezza della massima istituzione campana. Il progressivo incalzare della crisi economico-sociale, il conseguenziale allentamento dei legami di coesione civile ed il riscontro di disegni tesi a condizionare e delegittimare il presidente regionale e la sua giunta rappresentano una combinazione insidiosa che rischia di allontanare ulteriormente la Campania dal resto del paese e dall’indispensabile sforzo che in questa delicata fase va messo in campo”. “La nostra - si legge - è una preoccupazione di natura politica perché non intende sovrapporsi al piano dell’iniziativa della magistratura e dal suo libero ed autonomo esercizio ma è animata dal sentimento che senza un recupero di autorevolezza del governo regionale, gli atti e le misure che, in questo contesto, potranno essere adottati, rischiano di essere inficiati nella loro credibilità. Questa situazione di stallo va rapidamente superata. Ci preoccupa inoltre la pervasività di pratiche e comportamenti che segnalano un riprovevole degrado della vita pubblica e dell’agire politico che, prima ancora di essere definiti nel loro rilievo penale, vanno adeguatamente contrastati sul piano politico”.
“In una terra dove camorra e poteri criminali rappresentano una piaga storica - prosegue la mozione - la necessità di costruire un ‘ethos’ comune non è più rinviabile. Il Consiglio Regionale sente la responsabilità di assumere questa sfida e di ribadire pertanto la necessità di un confronto emancipato dal calcolo e dall’interesse di parte ma ispirato e sostenuto dall’interesse generale”. “Questo sforzo non può dirsi esaurito con le dimissioni dell’assessore Ernesto Sica. Va innanzitutto riaffermato e custodito il principio di una istituzione regionale autonoma e libera da indebite ingerenze ed il processo di determinazione delle scelte va ricondotto nella sede legittima del Consiglio”. “Chi sceglie chi e per fare cosa prima ancora che un dovere di trasparenza - si osserva - è un principio di responsabilità istituzionale che ovemai venisse meno finirebbe per alterare inevitabilmente il gioco democratico”. Ecco perché la mozione oltre a sollecitare Caldoro ad azzerare la giunta stessa lo invita “a presentare, in tempi rapidi, al Consiglio un piano straordinario su alcuni obiettivi strategici: riforma ospedaliera e rimodulazione dei servizi sanitari, definizione ed allocazione delle risorse europee tese a fronteggiare la crisi economica, un piano di contrasto alla povertà ed a tutela della dignità sociale, e la riorganizzazione del sistema regione estirpando parassitismi ed inefficienze”.
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