La risposta del primo cittadino Luigi Bobbio non si è fatta attendere e come sempre usa l’arma dell’ironia tagliente il sindaco in carica. "C'è francamente da stupirsi della facilità con la quale Salvatore Vozza sia in grado di reclutare anche fra i parlamentari degli ubbidienti soldatini, ai quali far sottoscrivere improbabili interrogazioni parlamentari per veicolare altrettanto improbabili tesi”
La conseguenza – continua Bobbio - è una brutta figura al quadrato. In sintesi come spiega il primo cittadino : Il magistrato che si trovi fuori ruolo – laddove si candidi alle elezioni amministrative – non deve collocarsi in aspettativa, né prima né dopo le elezioni. Trattasi di normativa e di giurisprudenza costante, la cui lettura dev'essere apparsa inutile ai nostri ineffabili amici forse perché animati dalla tanto profonda quanto infondata convinzione, che traspare dal testo della loro interrogazione e dalle loro parole, che il magistrato fuori ruolo per qualche misteriosa ragione rimanga incardinato presso l'ultima sede dallo stesso ricoperta anche quanto all'esercizio in concreto delle funzioni.
Giova ricordare a costoro - prosegue il primo cittadino - a mero titolo di esempio e sperando che si faccia un barlume di luce, che il magistrato fuori ruolo, nel caso di uno specifico e rilevante appuntamento istituzionale, quali sono le elezioni dei membri togati del Csm, deve votare a Roma e che lo stesso non è ritenuto in nessun modo funzionalmente legato all'ultimo ufficio di appartenenza, al punto che lo stesso rileva solo per alcuni limitati adempimenti amministrativi come, ad esempio, il recapito degli statini paga.
Ecco il testo completo della risposta di Luigi Bobbio.
C'è francamente da stupirsi della facilità con la quale Salvatore Vozza sia in grado di reclutare anche fra i parlamentari degli ubbidienti soldatini, ai quali far sottoscrivere improbabili interrogazioni parlamentari per veicolare altrettanto improbabili tesi e che, inoltre, non si pongano nemmeno un minimo di dubbio circa la figura onestamente indecorosa alla quale, in questo modo, si espongono, pur di rispondere generosi all'appello di don Salvatore. Tanto entusiasmo e tanta generosità da parte loro, e tanta rabbia, tanta delusione, tanta preoccupazione e tanta frustrazione da parte di don Salvatore avrebbero tuttavia richiesto un pizzico di cautela, di attenzione e di scienza giuridica in più. Il preteso argomento circa la pretesa ineleggibilità del sindaco era stato per la verità già speso nella rovinosa campagna elettorale di don Salvatore (più simile a Waterloo che alle Termopili), ma si sperava che esso, se giustificato dalle speranze pur infondate della campagna elettorale e dalla sua ansietà, una volta perse rovinosamente le elezioni, sarebbe stato accuratamente ripiegato e messo sotto naftalina in un cassetto, come si fa con un cappottino sdrucito dal tempo.
Purtroppo, questo non è accaduto e con una ostinazione degna di miglior causa, ma evidentemente e assolutamente ben proporzionata alla montante frustrazione, il geometra consigliere Salvatore Vozza ha deciso di reinventarsi giurista in una piccante sinergia con una altrettanto nota pattuglia di fini giuristi della Camera dei deputati.
La conseguenza è una brutta figura al quadrato. Se, infatti, invece di limitarsi a citarle, si fossero andati a leggere le norme cui tutti costoro fanno riferimento, dando un'occhiata magari anche a qualche altro testo, forse si sarebbero accorti che, in sintesi, il magistrato che si trovi fuori ruolo – laddove si candidi alle elezioni amministrative – non deve collocarsi in aspettativa, né prima né dopo le elezioni. Trattasi di normativa e di giurisprudenza costante, la cui lettura dev'essere apparsa inutile ai nostri ineffabili amici forse perché animati dalla tanto profonda quanto infondata convinzione, che traspare dal testo della loro interrogazione e dalle loro parole, che il magistrato fuori ruolo per qualche misteriosa ragione rimanga incardinato presso l'ultima sede dallo stesso ricoperta anche quanto all'esercizio in concreto delle funzioni.
Giova ricordare a costoro, a mero titolo di esempio e sperando che si faccia un barlume di luce, che il magistrato fuori ruolo, nel caso di uno specifico e rilevante appuntamento istituzionale, quali sono le elezioni dei membri togati del Csm, deve votare a Roma e che lo stesso non è ritenuto in nessun modo funzionalmente legato all'ultimo ufficio di appartenenza, al punto che lo stesso rileva solo per alcuni limitati adempimenti amministrativi come, ad esempio, il recapito degli statini paga.
In sintesi: il neogiustizialista geometra Salvatore Vozza e i suoi stanchi epigoni (tanto per una citazione classica che non stona mai) pensino a fare politica e a non cercare le solite scorciatoie giudiziarie, cui persone di tal fatte ormai troppo spesso indulgono quando la sconfitta elettorale è particolarmente bruciante.
Il sindaco Luigi Bobbio è stato eletto dal popolo di Castellammare con una maggioranza travolgente, in danno dell'uscente sindaco oggi consigliere geometra Salvatore Vozza, il quale invece di lambiccarsi il cervello in materie che non proprio gli appartengono forse farebbe meglio a meditare profondamente sulle ragioni di una sconfitta nata non solo dall'obiettiva qualità personale, professionale e politica dell'attuale sindaco, ma anche da un profondo, convinto e determinato rifiuto della città nei confronti dell'allora sindaco uscente.