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Spaccatura in Idv, De Magistris: “Di Pietro ha una responsabilità gravissima”
Si riaccende la polemica sul sostegno a Vincenzo De Luca
08/02/2010 -
"Di Pietro si è assunto una responsabilità gravissima", quella di appoggiare Enzo De Luca in Campania, "una persona con reati gravissimi". Luigi De Magistris attacca così la scelta del leader Idv Antonio Di Pietro di appoggiare in Campania la candidatura di De Luca per le regionali di primavera. Di Pietro si giustifica affermando di "voler salvare il salvabile" perché l'alternativa a questa soluzione significa la consegna "senza lotta, della regione al clan dei Casalesi". E sul web a chi lo critica chiede di "essere capito". Si è appena celebrato il congresso dell'Idv con il passo indietro di De Magistris, spesso critico, rispetto alla linea del leader del partito che il caso Campania apre una nuova crepa tra i due esponenti del partito anche se De Magistris nega dissidi con il leader ("abbiamo la stessa sintonia su quello chje è l'obiettivo immediato e futuro". De Magistris chiede però "una linea chiara. Se non c'é una politica netta, alle regionali potrebbe rivelarsi verosimile una flessione dell'Idv rispetto al risultato delle europee". L'Europarlamentare dice di individuare una certa "ritrosia ad iscriversi all'Idv a causa di una certa dicotomia da parte della classe dirigente del partito tra quello che si predica e quello che poi viene effettivamente realizzato". E riferendosi alla scelta di appoggiare De Luca De Magistris ammonisce: "non si celebrano i processi nei congressi, a Porta a Porta o nelle trasmissioni tv". "De Luca ha dato la sua versione da imputato, ma non la deve dare al congresso, ma davanti ai magistrati". Di Pietro è costretto a spiegare sul web la sua posizione, lanciando un appello ai tanti che su Facebook lo incalzano con le loro critiche. "Vi chiedo di capirmi", dice il leader Idv spiegando le ragioni alla base della sua scelta "sofferta" e i paletti messi a De Luca ("se lo condannano deve dimettersi"). In sostanza l'ex Pm sottolinea la necessità di impedire quella che definisce "la deriva casalese" in Campania. "Sento il dovere di mettere insieme Guelfi e Ghibellini per evitare che dall'altra parte arrivi qualche personaggio che si mangi la democrazia, l'economia e il riscatto del paese". "L'alternativa a questa soluzione - ammonisce - era la consegna, senza lotta, della Campania al clan dei casalesi".
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