Calciopoli, un’altra udienza a Napoli, parla il colonnello Auricchio

“Chi favorì la Juve è stato sospeso, chi la danneggiò no”

NAPOLI - 16/03/2010 -

Il presunto pilotaggio dei sorteggi arbitrali e delle designazioni degli assistenti e le pressioni sugli organismi federali per ottenere decisioni favorevoli. Sono tra i principali argomenti affrontati oggi, alla ripresa del processo di Calciopoli davanti alla nona sezione del tribunale di Napoli, del colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio che svolse le indagini sugli illeciti nel mondo del calcio. Auricchio, in qualità di testimone, ha risposto alle domande dei pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano e a quelle degli avvocati del collegio di difesa (i legali dell'ex dg della Juve Luciano Moggi interverranno però nella prossima udienza il 23 marzo). La questione sorteggi ha riguardato in particolare gli orari in cui veniva comunicato l'esito, e ciò in riferimento a una telefonata intercettata tra Moggi e la segretaria alle 11.53 in cui l'allora dirigente bianconero mostrava di conoscere già gli abbinamenti. Auricchio, che nel corso delle indagini dispose accertamenti nella sede dei sorteggi, ha riferito che il comunicato ufficiale veniva diramato tra le 12.15 e le 12.30. Su tale circostanza è poi intervenuto nuovamente Moggi che, durante una dichiarazione spontanea a fine udienza, ha ribadito che era il segretario della Can Manfredi Martino ad avvisare subito attraverso sms i dirigenti di società sulle designazioni arbitrali. Auricchio ha spiegato inoltre che dalle intercettazioni era emerso che le designazioni degli assistenti (che non avvenivano con sorteggio, al contrario di quelle degli arbitri) pur essendo compito di Gennaro Mazzei, di fatto erano decise dai designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. A tale proposito l'avvocato Saldarelli, difensore di Mazzei ha esibito un modulo, che è stato poi acquisito dal tribunale, dove alcuni nomi di assistenti indicati da Mazzei risulterebbero depennati per aggiungerne di diversi. "Noi non abbiamo fatto indagini sul fatto se c'é o non c'é un rigore, la nostra non è una indagine da bar dello sport", ha detto Auricchio replicando ad alcuni difensori che gli domandavano se fosse a conoscenza di errori arbitrali in determinate partite finite al centro del'inchiesta.

L'ufficiale ha spiegato che allorché c'erano spunti investigativi
emersi dalla intercettazioni, in cui determinati soggetti facevano riferimento a specifici episodi, si andava a verificare leggendo le cronache partite pubblicate sui giornali. A chiusura dell'udienza Pairetto, per la prima volta in aula, Moggi, e il giornalista Ignazio Scardina hanno chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. L'ex designatore ha ricordato che l'arbitro Paparesta, protagonista di clamorose sviste a svantaggio dei bianconeri durante un Reggina-Juve, la domenica successiva arbitrò in serie B e la settimana successiva il suo nome era già inserito nelle griglie dei direttori di gara di serie A. Al contrario Racalbuto, che avrebbe favorito la Juve nella partita di Roma contro i giallorossi, fu sospeso - ha ricordato Pairetto - per due mesi e mezzo. "Chi ha danneggiato la Juve è tornato subito ad arbitrare chi l'ha favorita viene sospeso per due mesi e mezzo", ha sottolineato per confutare l'accusa dell'esistenza del presunto "sistema" a vantaggio della Juve. Anche Moggi ha fatto lo stesso rilievo sulla diversità di trattamento nei confronti di Racalbuto e Paparesta. "Una partita persa dalla Juve con due fuorigioco plateali che non c'era bisogno neppure della televisione...ma a loro importa solo della Juve", ha affermato poi riferendosi agli inquirenti. "Il calcio si attenziona a 360 gradi, non si attenziona una persona, una società". Ha ricordato i campionati vinti da Roma e Lazio: "abbiamo perso il campionato per un acquazzone, arbitrava Collina", ha detto l'ex dg bianconero accennando alla vicenda dell'incontro tra Collina e Galliani che sarebbe dovuto avvenire nel ristorante di Meani entrando dal retro per non farsi riconoscere. E Collina "era l'arbitro di Milan-Juve la partita decisiva del campionato". Ma quella partita la vinse la Juve, ha obiettato l'avvocato dell'ex dirigente rossonero Meani. "La Juve ha vinto perché ha giocato meglio", ha replicato Moggi.

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miki foggia - 17/03/2010 18:29:42 farsopoli ascoltando l'udienza di calciopoli Napoli del 16/03/2010, sul sito radio radicale "processo a Luciano Moggi", denominare aborto e/o scempio giuridico della giurisprudenza consolidata e del diritto per ciò che avvenne nel 2006, legato al pressapochismo, alla medicrità, superficialita, e mancanza di professionalità dagli organi di stampa in genere, è poco. La verità sta venedo fuori e qualcuno comincia ad aver paura............
Massimo - 18/03/2010 11:26:40 fu solo una farsa Giuridicamente parlando calciopoli o moggiopoli (come ama definirla la "gazzetta dello sport", il giornale sportivo più fazioso d'Italia) è stata una mera farsa, ordita dai veri poteri forti del calcio per fare fuori chi ne capiva di calcio e riusciva a vincere senza spendere troppo e senza indebitarsi fino alle ossa. Il risultato è stato l'impoverimento del campionato di serie A, ormai di livello mediocre, con una sola squadra che vince (che "casualmente" è di proprietà di chi ha inter-cettato, giudicato ed assegnato scudetti), nonostante 395 milioni di euro di debiti. Ricordo che per molto meno, alcune squadre di calcio (vedasi Fiorentina e Napoli) furono fatte fallire. Uno schifo senza fine.
 
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