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E’ guerra agli ultrà violenti. Napoli: undicimila tessere
La Figc: “La crociata va avanti, anche se gli stadi si svuotano”
28/08/2010 -
L’assalto a Maroni, le auto in fiamme di carabinieri e vigili urbani non fermeranno la crociata antiviolenza, anzi “adesso c’è un motivo in più per proseguire nella lotta agli ultrà facinorosi”. Il giorno dopo l’assalto, il ministro mostra i muscoli, appoggiato dalla politica e dalla Federazione. Sulla tessera del tifoso “non si fa marcia indietro”. E lo ha ribadito anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete, il capo del calcio italiano. “Ci possono essere anche opinioni differenziate, è naturale, ma il fatto di utilizzare la violenza fa capire di fronte a chi siamo costretti a operare. Chi attiva meccanismi di violenza si identifica come un soggetto che va allontanato dallo stadio”.
Certo, il numero uno della Figc si dice “preoccupato per il calo degli abbonamenti, che si attesta attorno al 20%”, perché “il segnale non è positivo”, ma il problema del calcio non è la partecipazione di un maggiore o minore numero di spettatori “ma debellare la violenza”. E se bisogna pagare dei prezzi, “ben venga, purtroppo, anche una situazione negativa come il calo delle presenze agli stadi”. Secondo il presidente della Figc, comunque, la diminuzione degli abbonamenti non è strettamente legata alla tessera del tifoso. “Ci sono società in cui il rapporto con i tifosi non è positivo e i tifosi, anche forzando la questione della tessera, colgono questa opportunità per manifestare il proprio dissenso contro le società”, aggiunge il presidente della Federcalcio.
Polizia: andiamo avanti
Intanto, le forze dell’ordine hanno passato la notte ad affettuare controlli per scovare i responsabili della guerriglia ultras di ieri alla Berghem Fest leghista di Alzano Lombardo. Gli ultras atalantini che, durante la festa della Lega, hanno accolto con bombe carta, sassi e bottiglie il ministro dell’Interno Roberto Maroni, possono “scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo”. La punizione è stata annunciata in modo perentorio dal ministro all’uscita dalla Berghem Fest: “Saranno presi provvedimenti severi nei confronti di chi ha commesso atti di violenza. Su questo non c’è dubbio. Salvaguardando allo stesso tempo i tifosi veri, che domenica potranno seguire l’Atalanta”. Tolleranza zero, e non solo in Lombardia. “Non saranno duecento facinorosi che alimentano azioni violente a limitare il diritto di accesso allo stadio di migliaia di cittadini che hanno aderito al progetto della ‘tessera del tifoso’”. Lo precisa il Dipartimento di Pubblica sicurezza. Il piano di emergenza elaborato dal Dipartimento, per supplire alle carenze delle società calcistiche e di quanti da loro delegati per il rilascio della “tessera del tifoso”, va dunque avanti e, sottolinea la Polizia, “consentirà, a quanti hanno richiesto la tessera e non l’hanno ancora materialmente ricevuta, di acquistare i biglietti del settore ospiti per assistere agli incontri in calendario nel fine settimana”. L’iniziativa serve ad agevolare quanti hanno aderito al rilascio della tessera e non l’hanno ancora materialmente ricevuta. “Solo i possessori della ‘tessera del tifoso’, infatti - ricorda il Dipartimento - possono e potranno avere accesso ai settori ospiti degli stadi”.
Le tessere a Napoli: già 11mila richieste
Prima avevano manifestato il proprio dissenso alla tessera del tifoso attraverso scritte apparse in vari punti della città ‘Ci siamo ma non ci tesseriamo’, poi lo hanno ribadito nel corso della gara di andata contro l’Elfsborg, preliminare di andata di Europa League tramite striscioni come “Il nostro essere... detesta le tessere” e “In Europa ritroviamo la nostra libertà, ultras in cammino... dalla Svezia puntiamo a Dublino. Forza ragazzi” ed oggi, a poche ore dal match di ritorno in Svezia, gli ultras continuano a mantenere ben salde le proprie posizioni nonostante il piano di emergenza messo in campo dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
Circa undicimila le richieste per la ‘Club Azzurro Card’ che da oggi sono al vaglio del personale della Questura partenopea che vigilerà affinché non vi siano motivi ostativi per il rilascio. La priorità, come concordato nella riunione di ieri avvenuta negli uffici di via Medina, sarà data agli abbonati ma, nel più breve tempo possibile si cercherà di portare a termine il lavoro. Intanto anche stamattina, all’aeroporto Internazionale di Capodichino, dal quale sono partiti due voli charter per la Svezia in vista della gara di Lavezzi e compagni contro l’Elfsborg, cori contro il Ministro dell’Interno e contro la tessera del tifoso.
“Il tifo deve restare libero - spiega Gianluca S. mentre con due amici è alle prese con la lettura di un quotidiano sportivo. Ho sempre avuto l’abbonamento in curva ma quest’anno penso che vedrò le partite a casa e, se passeremo il turno, seguirò da vicino le gare di Europa League. Potrei anche comprare il biglietto di domenica in domenica, studio e ho bei risultati e i miei genitori per fortuna non hanno problemi economici, ma è un fatto di principio”. Intanto poco distante si infiamma la discussione tra un gruppo di sette persone, sono colleghi d’ufficio scesi al bar per una pausa caffé che, quest’oggi, ha al centro del dibattito la tessera del tifoso. “Sono favorevole alle nuove leggi - tiene a precisare Marco E., 64 anni. E’ una norma giusta e spero che quanto prima la norma sia estesa anche a chi acquista singoli biglietti visto che troppo spesso c’é qualcuno che fa il furbo e che bara su dati e quant’altro”. Repentina la replica di Giuseppe, 27 anni, che dice: “Ho sempre seguito il Napoli sia in casa che in trasferta e non è mai accaduto nulla. Se episodi di violenza ci sono stati non riguardano la péarte sana del tifo ma solo facinorosi che con il mondo del calcio non hanno nulla a che vedere. No alla repressione, siamo in uno stato libero”.
La flagranza differita sarà riproposta
“La misura dell’arresto in flagranza differita ha dato buoni frutti contro la violenza negli stadi. Era un provvedimento a tempo, introdotto dal ministro Pisanu, che è scaduto il 30 giugno. Il decreto, che il ministro dell’Interno presenterà a settembre al Consiglio dei ministri, la riproporrà”. Ad annunciarlo è il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. “Le videocamere presenti ormai in tutti gli stadi - dice Mantovano - permettono di visualizzare le riprese degli incidenti e di identificare i violenti per poi procedere all’arresto. Ma tutto ciò richiede tempo, dunque, è indispensabile prevedere la flagranza differita per proseguire nell’obiettivo di isolare i violenti ed evitare gli incidenti”. Il decreto, che il Viminale si appresta a mettere a punto, conterrà anche novità per gli steward. “Questa figura che ha sostituito la polizia negli stadi - dice Mantovano - ha bisogno di un’analoga tutela giuridica”. Si profila, ad esempio, che possano essere qualificati, all’interno dello stadio, come pubblici ufficiali. In più, aggiunge il sottosegretario all’Interno, “il provvedimento potrebbe prendere in considerazione alcune misure anti violenza ipotizzate recentemente dal pool ‘reati da stadio’ della procura di Napoli”. A luglio il procuratore aggiunto di Napoli, Giovanni Melillo, aveva, infatti, avanzato la proposta di applicare il Daspo anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata. Per Melillo, inoltre, il Daspo deve essere applicato con rigore: “oggi accade - aveva sottolineato - che soggetti diffidati possono mancare, anche per interi campionati, di adempiere l’obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare”.
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