- San Gennaro dove sei? Se lo chiede, da qualche domenica, Walter Mazzarri: "Ultimamente ci ha abbandonato, anche oggi siamo stati puniti da tiri casuali".
Fuori dalla zona Europa e senza vittorie da oltre un mese e mezzo, l'allenatore del Napoli non ha visto una squadra in calo: "Giocavamo contro un Bologna in forma e sotto di due gol subito la partita per loro si è messa benissimo". E le rimonte, come quella con la Roma di domenica scorsa, non sempre riescono:"Abbiamo avuto occasioni clamorose con Denis e la punizione di
Quagliarella, ma la palla in questo periodo non vuole entrare".
In settimana Mazzarri aveva strigliato i suoi. "Giocherà chi sta al top", aveva detto, ma alla fine di novità negli undici in campo al Dall'Ara neanche l'ombra: "Mi sono spiegato male, essere al top per me dipende da tante cose". Di gente come Lavezzi, Quagliarella, Maggio o Hamsik, anche se non al massimo della condizione, il Napoli, insomma, non può fare a meno. A meno cinque dal Palermo quarto, l'allenatore azzurro non vuole, però, sentir parlare di sogni sfumati: "Non guardo la classifica, bastano tre vittorie di fila e si torna in gioco".
In arrivo ci sono Fiorentina, Milan e Juve, "ma poi incontreremo in casa squadre alla nostra portata, il campionato é ancora da scrivere".
Quasi scollinata la quota salvezza (e con la zona B 11 punti sotto), per Colomba è invece difficile tenere i piedi per terra: "E' un momento importante della mia carriera, forse il più speciale. Io abito a 500 metri da qui". Per lui, dopo ungirone intero da 28 punti sulla panchina rossoblù, è arrivato subito dopo il fischio di inizio anche il coro dei tifosi: "Fa un piacere immenso, io una volta in curva c'ero e so che l'incitamento è il coronamento del tuo lavoro". Il Bologna ora "é una squadra vera, di uomini che lottano e combattono", ricorda ripensando al suo esordio a Marassi, sotto 4-0 in mezz'ora contro la Samp. E proprio in vista della sfida con i blucerchiati l'imperativo è non sedersi: "La salvezza è un percorso obbligato, prima lo raggiungiamo meglio è".
Lo stesso mantra ripetuto da Adailton: "A Verona in otto partite avevamo bisogno di due punti, ne facemmo uno". Ma che neanche lui creda alle sue parole, lo conferma il sorriso che non riesce a nascondere, dopo l'ottavo gol in campionato: "La nazionale? Non ci penso e Dunga non chiama nemmeno Pato e Ronaldinho...".