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Arrestato l'armiere del clan Gionta, guidò l'auto dei killer nella mattanza di via Murat
E’ stato arrestato con l’accusa di aver preso parte al duplice omicidio di via Murat, la mattanza di camorra dell’aprile 2007 nella quale furono trucidati Francesco Genovese e Antonio De Angelis. Salvatore Scognamiglio, 31 anni, è finito in manette oggi pomeriggio, braccato dagli agenti del commissariato di polizia di Torre Annunziata che lo considerano «custode degli arsenali della camorra» e «pusher al servizio della cosca». Ma nell’ambito delle indagini sull’omicidio di via Murat, le accuse sono diverse: l’uomo, infatti, avrebbe guidato l’auto nella quale si mossero alcuni killer del commando di fuoco che ebbe l’ordine di uccidere i due pusher del clan dei Cavalieri. Erano i giorni della cruenta faida di camorra a Torre Annunziata, quelli durante i quali i boss ordinavano le sentenze di morte e i loro soldati le eseguivano. Era una lotta senza quartiere per il controllo delle piazze dello spaccio. Salvatore Scognamiglio era stato scelto per la sua affidabilità nel raid organizzato a Palazzo Fienga, sapeva come piombare sul posto creando l’effetto sorpresa e sapeva come uscire dai vicoli del rione sporcato dal sangue. Quella di De Angelis e Genovese era una piazza dello spaccio da cancellare. E bisognava farlo nella maniera più plateale. Il duplice omicidio fu praticamente «registrato» dalle microspie installate dalle forze dell’ordine nella roccaforte del clan Gionta. Una serie impressionante di registrazioni ambientali che aiutarono gli investigatori a costruire il castello accusatorio nei confronti di Pasquale Gionta di sua madre, Gemma Donnarumma, e dei colonnelli dell’organizzazione.
09/07/2012
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