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E in cella il killer trova Leonardo Lembo, armatore della Deiulemar
di ALBERTO DORTUCCI
TORRE DEL GRECO -
Quando le guardie penitenziarie hanno spalancato la porta della sua cella, si è trovato davanti cinque detenuti. Una sorta di consuetudine a Poggioreale, dove in trenta metri quadrati vengono stipati fino a dieci reclusi. Ma scorrendo rapidamente i volti dei suoi nuovi «compagni» di stanza, il killer della direttrice dell'ufficio postale di Torre del Greco ha immediatamente riconosciuto Leonardo Lembo, l'armatore della Deiulemar finito in carcere - insieme a tutti i vertici della compagnia di navigazione - per la bancarotta fraudolenta del colosso economico di via Tironi.
Un vero e proprio scherzo del destino per Cristofaro Gaglione, alle prese da sette mesi con il dramma che rischia di sconvolgere un'intera città: la madre dell'impiegato, infatti, aveva investito un piccolo «tesoretto» nei bond cartastraccia della Deiulemar e - come tutti gli obbligazionisti travolti dal crac da 800 milioni di euro - era terrorizzata dall'eventualità di perdere tutti i suoi risparmi. Un terrore che angosciava il cinquantatreenne di via Ruggiero, ma che è passato in secondo piano davanti all'incubo in cui Cristofaro Gaglione è piombato dal momento in cui ha fatto irruzione nella sede di via Vittorio Veneto per dare una «lezione esemplare» al suo capo Anna Iozzino.
«E' stato un incontro inaspettato - il retroscena raccontato da chi ha assistito alla scena - ma che non ha provocato particolari reazioni. L'armatore era sciupato in viso e provato nel fisico da venti giorni dietro le sbarre, mentre l'assassino era visibilmente sotto choc». Ma con il passare delle ore in un angusto spazio di 30 metri quadrati, i due detenuti di Torre del Greco hanno inevitabilmente affrontato il caso che tiene con il fiato sospeso 13.000 famiglie di risparmiatori: «Non c' stata traccia di risentimento - conferma l'avvocato Giancarlo Panariello, difensore del cinquantatreenne accusato di omicidio volontario e porto abusivo d'arma da fuoco -. Anzi, il mio assistito è sempre stato convinto gli armatori avrebbero dovuto avere maggiore 'comprensione' da parte degli obbligazionisti perché per anni avevano garantito tassi d'interesse da favola agli investitori». Una pratica bruscamente interrotta a gennaio, quando la compagnia di navigazione chiuse gli sportelli. Alimentando l'ossessione per la contabilità e per i soldi che - secondo una tra le piste al vaglio degli investigatori - potrebbero avere minato la tranquillità di Cristofaro Gaglione, fino al raptus di follia che ha portato all'omicidio della direttrice delle poste.
twitter: @a_dortucci
04/08/2012
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