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Chiese i suoi soldi per combattere il cancro. La Deiulemar disse no: mamma Luisa è morta a 28 anni
di CIRO FORMISANO
TORRE DEL GRECO -
«Avesse avuto la forza, sarebbe scesa in piazza insieme a tutti i risparmiatori. Era una donna di carattere, sempre dolce e sorridente. Nonostante tutto». E’ rotta dal dolore la voce di Angelo Benevento, mentre con il mouse del compu ter scava tra i ricordi, fi ssando in silenzio le immagini di una vita. Sul monitor ci sono le sue foto, gli scatti dei suoi due bambini Carmine e Michelle e le immagini di Luisa, la moglie di 28 anni che venerdì mattina lo ha salutato per l’ul tima volta tra le lenzuola bianche del reparto di oncologia dell’ospedale Maresca di Torre del Greco. Il triste epilogo di un lungo amore, iniziato a 18 anni e segnato da una terri bile malattia, diagnosticata per caso. «Si sentiva solo stanca racconta il marito nel 2008 e procedemmo ai controlli di rito». Dopo una serie di esami e analisi, in un pomeriggio di fi ne primavera l’equipe medica dell’ospedale Cardarelli di Napoli emise la tragica sentenza: «Si tratta del linfoma di Hodgkin». Una notizia ag ghiacciante, inattesa, terribi le. Una notizia che, tuttavia, non scalfì il dolce sorriso di Luisa. Tra visite e chemioterapia «è riuscita a dare forza racconta il fratello Salvato re a chi, in teoria, avrebbe dovuto aiutarla». Dopo oltre due anni di sacrifi ci e viaggi, a stroncare il sorriso di mamma-coraggio così era stata ribattezzata amici e parenti ci ha, però, pensa to un’altra brutta notizia. La ventottenne era, infatti, un’obbligazionista della Deiulemar: il colosso della navigazione diventato grande con i soldi dei risparmiatori e affondato da debiti e speculazioni. La giovanissima famiglia di via Cimaglia aveva, infatti, investito per l’acquisizione dei titoli emessi dalla società armatoriale circa 60.000 euro: soldi che avrebbero dovuto garantire un futuro a Michelle e Car mine. «Luisa era arrabbiata sottolinea Angelo, il marito e sono convinto che, se avesse avuto la forza, avrebbe spac cato il mondo per tutelare la sua famiglia». Una rabbia che la giovanissima e sfortunata obbligazionista ha raccontato a parenti e amici, mettendo al centro di ogni discussione il fu turo della sua famiglia, quella che lentamente, a causa della malattia, stava abbandonando. «Probabilmente lo sapeva che ci stava lasciando ricorda Angelo voleva solo la nostra serenità». A poco, nei mesi successivi, sono, infatti, serviti i viaggi della speranza, la lunga degenza al centro tumori di Milano, il sogno di risolvere tutto con le cellule staminali donate da Salvatore, il fratello. Dopo una lunga corsa in au toambulanza e poche notti tra le lenzuola bianche dell’ospedale Maresca, dov’era tornata su indicazione dei medici per riabbracciare amici e parenti, Luisa è «andata via» venerdì mattina, poco dopo aver salutato marito e fi gli. «Certe persone non muoiono mai, perché lasciano qualcosa su questa terra e Luisa è una di quelle». Parole immerse nelle lacrime e travolte dalle ombre di un futuro, oggi più che mai privo di certezze. Il giovane, lavoratore della Medmar, ha infatti ricevuto, nei giorni scorsi, la lettera di licenziamento. «La società è in difficoltà, ho provato a spiegare la mia storia, ma non hanno voluto ascoltarmi». Un dramma nel dramma per la piccola famiglia di via Cimaglia, privata in un colpo solo dei risparmi di una vita, della serenità, ma soprattutto del sorriso di quella donna che tutti oggi ricordano con gioia. «Stiamo pensando di creare una fondazione in ricordo di Luisa afferma Salvatore-, magari proprio per provare a dare sostegno alle vittime della Deiulemar, alle famiglie che sperano ancora nel futuro, ma anche alle persone costrette a fare i conti con queste terribili malattie».
31/07/2012
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