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Il clan Gionta impone le nuove tariffe del pizzo, 9 aziende pagavano 2.500 euro al mese. Scattano 4 arresti
A Torre Annunziata si paga di nuovo il racket. A rate mensili, perché la camorra non fa sconti. Con rate sempre più corpose, perché il clan Gionta ha deciso di riorganizzare il suo esercito dopo la raffica di arresti e condanne.
Ci sono nuovi capi, c’è una nuova cupola, ci sono nuove direttive. Lo dicono le informative delle forze dell’ordine inviate all’antimafia che parlano di un’emergenza serie e concreta, di un fenomeno che torna a stringere il cappio al collo dei commercianti e delle imprese. A conferma ci sono quattro arresti scattati al culmine di un’inchiesta coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nella quale sono finiti i nuovi interessi della camorra di Palazzo Fienga.
I quattro indagati avrebbero costretto nove commercianti di Torre Annunziata a versare un pizzo mensile variabile tra i 250 e i 2500 euro. I carabinieri del nucleo Investigativo li hanno bloccati questa mattina e li considerano tutti affiliati al clan Gionta. I quattro sono accusati di associazione di tipo mafioso e di estorsioni aggravate. Si tratta di personaggi già noti alle forze dell'ordine: Michele Papa, 23 anni, Michele Amoruso, 22 anni, Fabio Fortunato, 23 anni e Catello Raia, 29 anni.
19/07/2012
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