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I consiglieri si dimettono, Boscoreale non ha più il sindaco. Decisiva l'inchiesta sulla biblioteca ai privati
di ROBERTO MAZZA
Sindaco a casa, consiglio comunbale decaduto. Succede a Boscoreale, dove la maggioranza degli eletti ha firmato le dimissioni, scegliendo di mettere fine alla consiliatura Langella. Il sindaco che qualche giorno fa era stato raggiunto da un avviso di garanzia per la gestione della biblioteca affidata ai privati. «Una congiura», dicono i difensori del sindaco. Un’alleanza tra centrodestra e centrosinistra per mandare a casa il primo cittadino di Boscoreale. Ore e ore di riflessione poi ieri sera, davanti al notaio, la decisione di firmare le dimissioni di massa che manderebbero a casa anzitempo l’esecutivo comunale.
Cinque esponenti della maggioranza di centrodestra hanno deciso di allearsi con i sette esponenti dell’opposizione. Una sorta di alleanza pre-elettorale? In realtà, i cinque esponenti della maggioranza non avrebbero mandato giù l’atteggiamento assunto da Gennaro Langella, che dava poco spazio ai suoi stessi consiglieri. Due mesi fa, alcuni rappresentanti della sua maggioranza gli avevano inviato una lettera attraverso la quale chiedevano maggiore visibilità, soprattutto con l’approssimarsi della campagna elettorale. Una lettera che, in realtà, non ha avuto alcuna risposta. Così ieri sera, alla presenza del notaio, Carmine Sodano, presidente del consiglio comunale, Gaetano Campanile, Mario Di Martino, Mario Trerè e Francesco D’Aquino, quest’ultimo primo eletto nel Partito Democratico poi dissociatosi e ora alleatosi nuovamente, hanno deciso di dire «basta alla politica accentratrice» del sindaco Langella.
Poi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco e quattro assessori hanno ricevuto l’avviso di garanzia per aver affidato la gestione della biblioteca a privati. Un provvedimento che penalizza alcuni assessori che, nello stesso tempo, contestano l’atteggiamento del primo cittadino che «non lascia spazi per amministrare i singoli settori».
Sulla vicenda, intanto, le indagini della Procura della Repubblica di Torre Annunziata vanno avanti e sono volte a scoprire eventuali responsabilità della giunta guidata dal sindaco Gennaro Langella.
18/07/2012
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