La chiave per recuperare i soldi finiti nel fantastico «Mondo di Oz» della Deiulemar compagnia di navigazione si trova a Lugano, la principale città del cantone italiano della Svizzera. è la convinzione degli investigatori a caccia del «tesoro» sottratto dagli armatori alle 13.000 famiglie di obbligazionisti che avevano investito i propri risparmi nel colosso economico di via Tironi.
A cinque giorni dall’arresto di soci storici e rampolli delle tre famiglie alla guida della «banca privata» per 40 anni al centro dell’economia all’ombra del Vesuvio, non si fermano le indagini della procura di Torre Annunziata: indagini legate a doppio filo al precedente della Dimaiolines, il cui fallimento è costato l’arresto ai titolari della compagnia di navigazione con sede in viale dei Pini. E non solo per gli intrecci emersi nelle due ordinanze di custodia cautelare firmate a quattro mesi di distanza dal gip Giovanni De Angelis: «Gli armatori della Dimaiolines e della Deiulemar utilizzavano lo stesso sistema per trasferire all’estero i soldi incassati dalla raccolta del risparmio tra i propri obbligazionisti», il teorema su cui sono al lavoro gli investigatori.
Non a caso, proprio la città di Lugano è stata al centro dell’interrogatorio-fiume a cui si sono sottoposti Carlo Di Maio, la sorella Angela Di Maio e il cugino Angelo Di Maio, tutti arrestati a marzo con l’accusa di bancarotta fraudolenta: in particolare, le domande del pubblico ministero Sergio Raimondi - titolare dell’inchiesta sul crac Deiulemar, insieme al pm Emilio Prisco e al co-delegato Diego Marmo - si sarebbero concentrate sul nome di un banchiere residente proprio a Lugano, ritenuto il trait d’union per i passaggi dall’Italia alla Svizzera attraverso il Canton Ticino. Soldi che poi avrebbero preso il «volo» verso i paradisi fiscali di tutta Europa e non solo, a partire dal Lussemburgo. I verbali degli interrogatori dei vertici della Dimaiolines restano, al momento, segreti. Ma è chiaro che, attraverso il nome del «banchiere-amico» degli armatori, gli investigatori contano di risalire al tesoro sparito degli obbligazionisti. Non a caso, i faccia a faccia con Carlo Di Maio & co. - scarcerati e sottoposti all’obbligo degli arresti domiciliari grazie alla «collaborazione» dimostrata durante gli interrogatori - erano arrivato a sei giorni dagli arresti della cricca della Deiulemar compagnia di navigazione e due mesi dopo la relazione inviata dal procuratore generale di Lugano sulla «grande fuga» a Dubai architettata da Giovanna Iuliano per sfuggire all’incubo delle manette.
Una «grande fuga» preparata dal trasferimento delle proprie risorse economiche negli Emirati Arabi Uniti, dove i suoi figli - a cui l’erede dello storico capitano Michele Iuliano, stroncato da un infarto lo scorso 9 maggio durante una perquisizione domiciliare della guardia di finanza, avrebbe voluto distribuire il totale dei suoi trust find - avevano già trasferito la propria residenza.
Insomma, la porta per entrare e uscire dal «Mondo di Oz» potrebbe essere a Lugano. E una volta individuata, potrebbe consentire agli investigatori di trovare la strada giusta per recuperare il tesoro sottratto agli obbligazionisti.
twitter: @a_dortucci