Deiulemar, cinquecento obbligazionisti pronti a trascinare in giudizio Consob e Kpmg

dall'archivio storico di Metropolis

Entra nel vivo la battaglia degli obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione per recuperare i soldi investiti nella «banca privata» di Torre del Greco. 

A cinque mesi dal fallimento deciso dal giudice Massimo Palescandolo del tribunale di Torre Annunziata e in attesa dell’interrogatorio-bis dei fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta - i due armatori, entrambi in carcere dal 16 luglio, vogliono essere ascoltati dal pm Claudio D’Ovidio della procura di Roma per raccontare la loro verità sul crac del colosso economico di via Tironi - cresce il numero di investitori pronti a trascinare in giudizio gli organi di controllo che non hanno vigilato sulla «raccolta del risparmio» messa in piedi all’ombra del Vesuvio. «La Deiulemar compagnia di navigazione ha gestito in maniera dilettantesca l’emissione delle obbligazioni - il testo della petizione da tremila firme che sarà portata all’attenzione del ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera durante la manifestazione a Roma del prossimo 22 ottobre - creando un meccanismo che non poteva sfuggire alle autorità di controllo: il collocamento a piene mani di bond cartastraccia a Torre del Greco e non solo è stata una truffa coperta da tutti gli organi di Stato». 

Accuse gridate durante le diverse manifestazioni di protesta organizzate nella città del corallo e che, adesso, finiranno in un apposito atto di intervento in giudizio attraverso cui circa 500 «vittime» del crac tireranno in causa la consob, il colosso Kpmg e il Collegio dei Sindaci per il mancato controllo sulla «banca privata» di Torre del Greco. «L’atto di intervento sarà chiuso e depositato nei prossimi giorni - afferma l’avvocato Antonio Cardella, rappresentante legale dei 500 risparmiatori -. Ho da sempre sostenuto che la vicenda legata al fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione è scaturita dal fatto che gli organismi deputati ai controlli hanno chiuso non un occhio bensì entrambi».

Aprendo così la strada alla maxi truffa da 800 milioni di euro che rischia di mandare gambe all’aria l’economia di un’intera città che per anni si era affidata - sotto gli occhi di tutti, considerato che gli uffici della Deiulemar compagnia di navigazione erano in una strada del centro storico di Torre del Greco - alla «banca privata» gestita dagli armatori: «Controllare e certificare  i bilanci di una società - sottolinea il legale - non significa limitarsi a vidimare gli stessi. Controllare e certificare, a tutela del mercato dei risparmiatori, significa esercitare una serie di “test sostanziali mirati” diretti a verificare se i dati indicati da una società corrispondono alla realtà dei fatti. E uno dei tanti test a disposizione di una società di controllo è la cosiddetta circolarizzazione dei titoli: un test che prevede la possibilità per una società di revisione di inviare una lettera agli obbligazionisti, sia pure a “campione”, con cui si richiede di comunicare l’importo del titolo obbligazionario in suo possesso».

Un adempimento che avrebbe consentito agli organi di controllo di conoscere la reale entità dei capitali raccolti dalla Deiulemar compagnia di navigazione e portare a galla  l’anomalia dei bond cartastraccia: «Con il giudizio a carico degli organi di controllo - conclude l’avvocato Antonio Cardella - si chiude il cerchio delle possibili azioni dirette a ottenere la restituzione dei capitali investiti o parte di essi. Dopo le denunzie penali dirette a impedire la fuga dei responsabili, l´inquinamento delle prove e la reiterazione del reato e le istanze di ammissione al passivo dirette a essere riconosciuti creditori della società, ci apprestiamo a dare impulso all’ulteriore azione contro gli organi di controllo, diretta a ottenere il risarcimento del danno, ovvero di quanto non si riuscisse a recuperare con il fallimento».

twitter: @a_dortucci

ALBERTO DORTUCCI

13-10-2012 13:11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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