Un tuffo proibito dagli scogli della Litoranea si trasforma in un vero e proprio dramma per un 14enne: G.B. ha riportato la rottura di due vertebre cervicali dall’impatto con il fondale marino. Adesso il rischio più grande è che si ritrovi paralizzato dalla vita in giù. E la sua esistenza sarebbe così drammaticamente segnata da quello che è stato un gioco assurdo e pericolosissimo, affrontato con tutta l’inconsapevolezza dei suoi 14 anni, in un caldo pomeriggio d’agosto. Un ricordo che rimarrebbe indelebile.
Non erano ancora scoccate le 15.30 quando il ragazzino che ieri era sulla spiaggia della Litoranea ha deciso di tuffarsi da uno scoglio. Le immagini delle gare delle Olimpiadi, forse, avranno reso ancora più diffuso e popolare quella che sembra ormai essere diventata un’abitudine assai popolare tra i ragazzini della città ai piedi del Vesuvio. Appena sette giorni prima del dramma di G.B. era accaduto a una sua quasi coetanea - una 13enne- di dover correre in ospedale perché aveva battuto la testa dopo un tuffo da una scogliera della Litoranea. In quel caso, però, nonostante l’enorme spavento della ragazzina e la paura che si era diffusa sulla spiaggia, le conseguenze non sono state gravi. La 13enne era rimasta sostanzialmente illesa nell’impatto.
Molto peggio, invece, è andata a G.B. La rottura delle due vertebre cervicali, infatti, potrebbe avere conseguenze pesanti. Adesso il ragazzino è ricoverato all’ospedale ‘Moscati’ di Avellino. In prima battuta il ragazzino è stato soccorso dall’ambulanza che presta servizio proprio in quella zona per intervenire in casi di emergenza sanitaria tra i bagnanti. E quello di G.B. si è presentato subito come un caso particolarmente grave. Se ne sono accorti immediatamente i medici in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale Maresca dove il 14enne è stato portato di corsa. E’ stato, infatti, poco dopo tempo disposto il trasferimento all’ospedale di Avellino maggiormente specializzato in questo genere di casi. Le speranze dei familiari e degli amici di G.B. sono ora tutte rivolte al decorso medico del ragazzino.
Mentre l’attenzione di chi conosce G.B. e i suoi genitori è tutta concentrata sulle condizioni del ragazzino, l’episodio di ieri pomeriggio fa scattare nuovamente un forte campanello d’allarme sulle condizioni in cui versa la Litoranea di Torre del Greco. Un tratto di costa che- è bene ricordarlo- vede l’assoluto divieto di balneazione. Lì il mare è inquinato. Non ci si potrebbe infilare neanche un piede. Figurarsi se tuffarsi da uno scoglio per immergersi nelle acque dove fare un bagno rinfrescante. Eppure sulla Litoranea e nei lidi che la costellano sono tanti i bagnanti che non si curano del divieto di balneazione, immergendosi regolarmente in acque off limits causa inquinamento. I controlli della Polizia Municipale non appaiono particolarmente frequenti in questo pezzo della città anche se d’estate la zona è particolarmente frequentata. E allora violare il divieto di balneazione- scattato dopo i rilievi dell’Arpac- così come l’ordinanza con cui il sindaco Gennaro Malinconico ha detto no anche ai tuffi, diventa un gioco da ragazzi. Ma per un gioco troppo pericoloso, ora, un ragazzino rischia di restare paralizzato dalla vita in giù.