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Allarme dello Slai: «E’ il segnale dei prossimi licenziamenti»
"Lo dicevamo da tempo, ed alla fine la cassa integrazione è arrivata anche per i lavoratori della newco. Questo è un segnale del prossimo licenziamento di quanti sono ancora in Cig per il gruppo Fiat di Pomigliano": è quanto afferma Vittorio Granillo, dell'esecutivo nazionale dello Slai Cobas, commentando l'annuncio, da parte del Lingotto, dello stop di due settimane per i 2150 lavoratori della newco, che saranno in cig dal 20 al 31 agosto prossimi. "La crisi di mercato è solo una scusa - aggiunge il sindacalista - in quanto siamo di fronte ad un modello vecchio ristilizzato, che non aveva molte possibilità di sfondare sul mercato, come, invece, millantavano dalla Fiat e dai sindacati firmatari dell'accordo. Il problema è Fiat, in quanto le altre case automobilistiche non hanno registrato cali di vendite sui modelli nuovi così come il Lingotto. Che la Fiat avrebbe chiesto cig anche per la newco, lo dicevamo da aprile scorso, ma tutti avevano smentito quello che era nell'aria. Ma tanto tuonò che piovve". Granillo, infine, sostiene che per i lavoratori del gruppo Fiat a Pomigliano, ancora in cig, "si prospetta il licenziamento". "Visto che tutto l'accordo è legato all'andamento del mercato - conclude - così come più volte ribadito da Marchionne, chi è ancora fuori non ha molte speranze. Siamo partiti da circa 5mila lavoratori del gruppo, dei quali sono stati assunti nella newco solo meno della metà. Quelli ancora in cassa integrazione per cessazione attività, che termina a luglio del prossimo anno, si prospetta, quindi, la mobilità a partire da luglio prossimo".
18/07/2012
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