Turismo a Pompei: calo di visitatori agli scavi nel 2012

La crisi morde i polpacci anche al turismo archeologico di Pompei e dell’area vesuviana. Nel 2012, infatti, sono diminuiti i turisti nei cinque siti del sistema archeologico vesuviano che, complessivamente, perdono 48.264 ingressi, pari ad un calo dell’1,75 per cento. Ma non per tutti è andata poi tanto male: se Pompei (-0,7%) e Oplonti (-3,6%) perdono terreno, Stabia, Boscoreale ed Ercolano possono ritenersi soddisfatte, perché chiudono l’anno con il segno positivo: rispettivamente, +3,85%, +3,3% e +0,7%. Vediamo più nel dettaglio, sito per sito, com’è andato l’anno appena trascorso, che si è dimostrato molto complesso e nel quale non sono certo mancate le difficoltà. 

A partire dalla crisi economica che, colpendo anche il turismo, ha ovviamente interessato tutti i siti archeologici, per continuare con le tante problematiche (i crolli, la vicenda amianto, le tante inchieste giudiziarie pendenti sugli scavi, i ritardi nell’avvio dei lavori di restauro, ecc.) che hanno interessato anche negli ultimi dodici mesi il sito-pilota del sistema archeologico vesuviano, ovvero Pompei. Partiamo proprio da qui: Pompei nel 2012 ha perso 16mila turisti, pari ad un calo dello 0,7 per cento. Gli ingressi dell’ultimo anno sono stati 2.336.188 contro i 2.352.189 del 2011 (anche se rispetto a due anni fa la situazione è migliorata dell’1%). Quello che si nota subito è che certamente il calo di visitatori a Pompei non ha assunto proporzioni preoccupanti e si spiega soprattutto con motivi legati alla non favorevole congiuntura economica. Tuttavia va a sommarsi a tutte le problematiche – già brevemente esposte – che sempre più spesso finiscono per vanificare gli sforzi di promozione e valorizzazione del sito archeologico pompeiano. Crolli di doums antiche (almeno 4 quelli che hanno avuto eco sulla stampa nell’ultimo anno), inchieste giudiziarie su appalti e restauri, spazi (come il Teatro Grande o l’Anfiteatro) che ormai non vengono più utilizzati da anni per la promozione di eventi, le indagini sulla vicenda-amianto e, per finire, le lungaggini burocratiche nel decollo vero e proprio del «Grande Progetto Pompei»: tutte concause che probabilmente, ognuna per la sua parte, hanno contribuito a indebolire l’immagine di Pompei tra le principali mete turistiche. Se Pompei mostra risultati altalenanti, Ercolano oltre ad incrementare ulteriormente le visite nel 2012 conferma il trend positivo e in costante crescita fatto registrare già negli ultimi anni. Nei dodici mesi appena trascorsi, infatti, a Ercolano sono stati staccati 310.072 biglietti, rispetto ai 307.941 del 2011: ovvero, 2.131 turisti in più, pari ad un incremento dello 0,7%. Ma se confrontato con i dati degli ultimi anni, il risultato di Ercolano appare ancora più lusinghiero e conferma il trend in crescita della città vesuviana: +3,9% rispetto al 2010 e addirittura +5,8% in confronto al 2009 (con un incremento di oltre 17mila turisti annui rispetto a tre anni prima). Per Ercolano, insomma, la crisi del settore turistico sembra non esistere o quanto meno gli effetti negativi della stessa sembrano essere efficacemente contrastati da una diversa politica di valorizzazione del sito (nel quale, lo ricordiamo, da anni operano i «mecenati» della Packard). Il terzo sito archeologico vesuviano, in termini di grandezza, vale a dire la villa di Poppea a Oplonti (l’odierna Torre Annunziata) perde circa 1.500 turisti (40.201 nel 2012 contro i 41.718 dell’anno precedente) accusando quindi un calo del 3,6%. 

Molto meglio è andata, invece, agli altri due siti archeologici vesuviani considerati «minori». Boscoreale si attesta ad un +3,3% grazie ai circa 300 turisti in più che nell’ultimo anno hanno varcato la soglia del museo: 8.836 a fronte degli 8.554 del 2011. Segno «più» anche per Stabia: seppure le antiche ville di Castellammare (villa Arianna e villa San Marco) siano ad ingresso gratuito, fanno registrare un incremento percentuale del 3,85%: 33.930 sono stati gli ingressi nel 2012, 32.669 quelli del 2011, ovvero quasi 1.300 in più. Insomma, nel sistema archeologico vesuviano i risultati del 2012 lanciano messaggi contrastanti: è chiaro che per Oplonti e soprattutto per Pompei c’è ancora molto da lavorare, mentre Ercolano, Stabia e Boscoreale possono ritenersi sulla buona strada. 

17/01/2013 Visualizza l'Archivio Cronaca


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