|
Il gusto dei Monti Lattari
Dai prodotti tipici del territorio ai piatti dello chef Malafronte dell'agriturismo "La Casa del Ghiro"
Pimonte(Napoli)-
20/03/2010 -
Boschi intervallati da terrazzamenti coltivati e animali al pascolo, lungo la salita che porta ad Agerola, disegnano una parte del paesaggio unico dei Monti Lattari. L’altra faccia della costiera turistica più famosa del pianeta, il suo lato b, è un mondo tutto da scoprire. Soprattutto, un mondo di sapori che non si è mai arreso all’omologazione del gusto. Una tipicità protetta dalle antiche tradizioni contadine che però, per troppo tempo, è stata offuscata dai sapori ben più blasonati che arrivano dai piatti di mare dei rinomati chef della costa. Eppure una diffusa cultura rurale ed il suo meraviglioso patrimonio di biodiversità può far parlare di se al pari di zone molto più conosciute. Castagne, funghi, cinghiali selvatici, carne di maiale, mucche agerolesi, pomodorini di Corbara, formaggi freschi , la pasta di Gragnano, il provolone del Monaco Dop, i vini Doc di Lettere e di Gragnano e le infinite verdure degli orti collinari formano lo scrigno dei sapori di un territorio che lentamente sta conquistando il giusto ruolo nel panorama enogastronomico campano. Protagonisti di questa crescita sono i produttori, i contadini, gli allevatori, i vignaioli ed i ristoratori della zona che iniziano a parlare il prezioso linguaggio comune del territorio. L’agriturismo “La Casa del Ghiro”, che si trova a Pimonte, rientra a pieno nel circolo virtuoso che, partendo dai prodotti della propria terra, mette nei piatti tutto il gusto dei Monti Lattari. L’agriturismo è nato nel 1994 dall’idea dell’architetto Franco Donnarumma di riprendere la tradizione contadina familiare che vede ancora la mamma Nunzia (84anni) al lavoro nei campi. Circa 14ettari tra bosco, uliveto, frutteto e allevamento formano il cuore dell’azienda che oggi è condotta dai figli di Donnarumma, Lello e Paola, tecnologa alimentare che aiutata dalla madre Angela (biologa) cura i corsi agroalimetari della “fattoria didattica”. Alla “Casa del Ghiro”, che conta anche 11camere, tutto gira intorno al ciclo delle stagioni, alla coltivazione ed all’allevamento degli animali.
Oltre 10 mucche da carne e da latte (sono in arrivo anche le agerolesi per la produzione del provolone del Monaco Dop), 15 maiali (con lavorazione in proprio dei salumi) per la dispensa aziendale, l’olio prodotto in proprio e la frutta (prugne, albicocche e pesche) che oltre ad essere consumata fresca viene usata per le confetture, formano il paniere della spesa dello chef dell’agriturismo che così riesce ad interpretare i sapori autentici del territorio. La pasta proviene da un laboratorio artigianale, “L’Oro di Gragnano” ed il vino dalla rinomata casa vitivinicola “Iovine” che produce gli ottimi Lettere e Gragnano. Al giovane chef Luigi Malafronte, professore di cucina all’alberghiero di Vico, non resta che mettere insieme gli ingredienti che variano al variare delle stagioni. Così interpreta l’autunno facendo incontrare le lagane con i ceci o le tagliatelle con i porcini o la pasta mista con i fagioli e cotiche; in inverno fanno da padrone gli arrosti ed i primi dal sugo corposo come i fusilli al ragù di maiale; la primavera è invece il regno delle zuppe a base di piselli, fave e carciofi; d’estate lo chef si dedica agli ortaggi con piatti come i paccheri con melanzane e provolone del Monaco. Per i dolci si ispira alla tradizione partenopea con pastiera e babà o crostate alla frutta di stagione. In questi giorni di fine inverno, con la macellazione degli ultimi maiali, all’agriturismo va di scena una bella festa di addio al freddo ed alle sue succulenti pietanze. Lo chef aiutato da Giuseppe Ferrara e Luigi Sicignano in cucina e Francesco Donnarumma in sala ha pensato ad un apposito menù che unisce gusto e creatività, innovazione e tradizione: “Stinco di maiale su letto di foglie d’ulivo e pane scuro di Agerola”, “Quenelles di maiale in crosta di frutta secca su patate”, “Paccheri farciti di maialino su vellutata e carciofi croccanti” , “Cupolino di maialino ripieno con salsa di castagne e provolone del Monaco” e “ Tortino di ricotta e pera, salsa al sanguinaccio”.
SALVATORE TUCCILLO
|
Visualizza l'Archivio Gusto

|
|
|
|


|