“Materiale altamente resistente” di Antonio Carannante, edito da Ad Est dell’Equatore, è una raccolta di quattro racconti, quattro storie molto diverse tra loro, unite però dal comune denominatore di essere materiale letterario che tenta di diventare altamente resistente agli attacchi della realtà.
In [tutta questione di velocità] si racconta la storia di un ragazzino che vive in un quartiere claustrofobico di Napoli e che ogni tanto cerca un po’ di pace rifugiandosi sul terrazzo di casa. Questo però è anche il luogo scelto da Jasmine, una sua vicina, per iniettarsi l’eroina lontano da occhi “indiscreti”, la stessa eroina che arriva a casa del ragazzo ogni lunedì sera e che sua madre, che fuma sul letto e guarda il romanzo in televisione, e suo padre, che lavora in un negozio di orologi ma che non ci va mai, dopo aver indossato i guanti la pesano e la smistano nelle bustine. Poco importa se questo padre ogni tanto sparisce per nascondersi ed è ossessionato dalla paura di farsi ingannare: per lui è tutta una questione di velocità e il segreto sta nel fottere gli altri prima che fottono te.
Il racconto [non tradirti] è la storia di Luca, che dopo anni di sacrifici ha ottenuto un dottorato di ricerca negli Stati Uniti e la possibilità di restare a lavorare lì. Ma lui, che l’America se l’era immaginata come quella nelle puntate delle Charlie’s Angel, con le case basse, allineate, con la staccionata bianca e il prato perfetto, aveva poi capito che in quel periodo di crisi ogni cosa gli sembrava snaturata, e non sapeva se restare o tornare a Napoli, dove forse c’era ancora Laura, la sua fidanzata, venuta in città dalla provincia con il sogno di fare la sceneggiatrice, ma con cui si sentiva sempre più di rado. Se però quello che conta davvero nella vita è non tradirsi, allora per Luca tornare sembrerà inevitabile, mentre per Laura partire sarà l’unica via di scampo.
[la faccia di paolo rossi] è la strana storia di un atipico Peter Pan, tale Vincenzoblu, che trova rifugio nel passato, nelle repliche di “Happy Days” e di “Saranno Famosi”, nelle magliette dell’Italia e nel botox. Ossessionato dallo scorrere del tempo e dalle prime rughe, parcheggiato all’Università e da anni sul punto di laurearsi, Vincenzoblu esce solo con Antonio, un liceale, con il quale non ha nulla in comune perché anagraficamente e mentalmente distanti, ma che è il suo unico amico e complice nell’arte del rubare, mania che gli è venuta dopo l’82 guardando la faccia di Paolo Rossi dopo il gol al Brasile.
[l’animale] è la storia di un promettente gruppo degli anni ’70, ma è anche la storia di un’amicizia che porta il nome di Mario, Franco, Michele e Jammsé e che ci racconta di un momento perfetto: di tutta la musica che uno ha in corpo e che si riesce finalmente a suonare. Una musica fatta di sudore, di lacrime, di colpi incassati, di delusioni, di feste di paese e di impresari sbagliati. È una musica che finalmente scorre facile e tutto sembra avere un senso, le note fluiscono naturalmente con passione, furore, frenate improvvise, fino alla chiusura senza troppo rumore, come succede solo per le cose buone.