"Caro diario ti scrivo" di Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova

di MARINA INDULGENZA

Matilde scrive che da grande si vestirà di bianco e farà l’annusatrice ufficiale di carta stampata; Beatrix vive nella Londra vittoriana e nel suo diario racconta le incursioni del coniglio Peter nel giardino di casa; Anna Maria si affida direttamente all’Amica Scrittura per avere compagnia nella solitudine di Tripoli, dove si è trasferita con la famiglia; Emily ha invece problemi con la punteggiatura, soprattutto con le virgole, e trova nella Poesia la possibilità di scrivere frasi “senza che arrivi su di loro una cattivissima penna rossa a correggerle”; Silvina vive a Buenos Aires dove scrive un diario dalla penna encantada; Jane vive in una delle zone più verdi dell’Inghilterra, e riceve dall’amata sorella per il suo compleanno un “pacchetto che sa di carta” al cui interno c’è un diario pieno di tante pagine bianche da riempire.

Hanno tutte dodici anni, una forte passione per la scrittura e da grandi saranno le autrici famose - Matilde Serao, Beatrix Potter; Anna Maria Ortese, Emily Dickinson, Silvina Ocampo, Jane Austen - che hanno dato un forte contributo alla letteratura femminile e alla formazione personale e professionale di Nadia Terranova e Patrizia Rinaldi, che con “Caro diario ti scrivo…”, in uscita il 22 marzo per la casa editrice Sonda, hanno immaginato i loro diari segreti cui queste adolescenti, così diverse nel tempo e nello spazio, hanno affidato sogni, speranze, confidenze molto simili a quelli delle loro coetanee contemporanee, che magari non scrivono su un diario fatto di carta, ma utilizzano strumenti differenti che hanno la stessa finalità di raccontare e raccontarsi.

Dal diario adolescenziale, vero o immaginario che esso sia, queste scrittrici hanno seguito un percorso, fatto di determinazione e di fragilità, di talento e di paure (“Non so scrivere. Non sono capace”), che le ha portate ad essere le autrici che possiamo conoscere e leggere attraverso le loro opere “adulte”. È un libro che sin dalla veste grafica sembra essere destinato ad un pubblico di ragazzine, ma in realtà può essere senza dubbio una piacevole scoperta anche per coloro che ragazzine lo sono state “qualche” anno fa, perché, come spiegano le due autrici, si tratta “di un gioco”. Un gioco per le donne che hanno amato queste scrittrici; un gioco per le bambine che impareranno ad amarle; un gioco, infine, anche per Patrizia Rinaldi, la bambina che leggeva sempre, e Nadia terranova, la bambina che già dalla prima elementare desiderava essere una scrittrice .

16/03/2011
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