Domenico Cosentino, un "emigrante" contemporaneo a Parigi

di MARINA INDULGENZA

 “Addio Kind of Blue”, edito da Villaggio Maori di Catania, casa editrice indipendente impegnata nella pubblicazione di autori emergenti, è la seconda prova letteraria dello scrittore napoletano Domenico Cosentino dopo la raccolta di poesie “Meglio per tutti dare la colpa a me” (Graus Editore).

Nico è un ragazzo che vive in un tempo in cui il futuro sembra un lusso che i giovani non possono permettersi, all’interno di uno spazio claustrofobico, la città di Napoli che fa “morire dentro, giorno dopo giorno” e da cui decide di andare via. La sua meta è Parigi e da moderno emigrante armato di trolley, cinquecento euro, qualche contatto e buone speranze, inizia una nuova vita in una città che passa dall’essere la “Ville Lumiere” ad una città razzista, intrisa di burocrazia, che vive anche del lavoro nero, mentre da sfondo imperversano le ribellioni nelle banlieus.

Con un tono dissacrante e a tratti “indecente”, Nico racconta il suo arrivo nella città costellato da eventi surreali e catastrofici, arrivando a trascorrere alcuni giorni da barbone per poi trovare una stanza in affitto a duecentocinquanta euro che divide con la sorella. Con il passare dei giorni il protagonista vive una sorta di evoluzione interiore, passando da una condizione sull’orlo della precarietà fatta di pochi euro per la sopravvivenza, ad una ricerca di costruirsi un ruolo in una società che tuttavia emargina e che lo fa sentire extracomunitario pur essendo un comunitario. Ma Nico caparbiamente va avanti, trovando lavoro prima in una stireria poi come chef nel ristorante dell’egiziano Sabir; prova a gettare le basi per restare lì, si informa delle incombenze burocratiche, fa progetti. Le sue vicende ci fanno conoscere una Parigi poco nota ai turisti, come il quartiere di Belleville, così lontano dalla magia dei racconti di Pennac, i Giardini del Lussembrugo costellati dai senzatetto, il 5° arrondissement con il 50% della popolazione straniera che vive di commercio. Anche sul piano affettivo, dopo aver dovuto combattere le resistenze di un passato sentimentale che lo confondeva e che riemergeva nei suoi pensieri, trova una sorta di stabilità con Elisa, una ragazza di Bologna, collega di corso della sorella, dalla voce delicata “come quel film Blue Velvet”, una ragazza tormentata e misteriosa, ma bisognosa di amore.

Ad un certo punto però l’equilibrio si interrompe: Elisa parte e decide di non tornare, in città le agitazioni dei lavoratori si fanno sempre più insistenti, Nico non si sente più sicuro e non trova più nessun motivo valido per restare. Così ritorna a Napoli, da dove era partito, rituffandosi in una realtà che lo prende a ceffoni, ed il periodo di Parigi, come afferma nella premessa, “non potrò mai dimenticarlo e ancora oggi, quando sono sconfortato, amareggiato dalla mia schifosa vita, ripenso a quei momenti e la mia mente vaga felice e serena.”

12/12/2010
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