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Eleven in September
L'ultima opera di Silvia Tessitore
di MARINA INDULGENZA
“Amplify Love, Dissipate Hate” è una frase scritta su un piccolo adesivo che, nonostante la semplicità del messaggio, acquisisce un significato unico se quell’adesivo è appiccicato su un tubo tra le impalcature di quell’immenso cantiere che è Ground Zero. Sono passati cinque anni dall’11 settembre 2001 e Silvia Tessitore - casertana, giornalista freelance, direttore di Zona, la casa editrice che ha fondato nel 1998 - con un romanzo-reportage, “Eleven in September”, ricostruisce i fatti dell’11 settembre 2001 grazie alle testimonianze di alcuni superstiti che intervista in occasione di un suo viaggio negli Stati Uniti. La protagonista del romanzo vola a New York dall'Italia nel 2005 per una serie di incontri con i superstiti della tragedia. Nel corso di quegli appuntamenti nomi e fotografie diventano persone reali: mamme, figli, amici, parenti verso i quali proviamo una profonda empatia pur non avendoli conosciuti. Obiettivo della Tessitore è infatti raccontare storie di persone comuni per elaborare un enorme lutto personale e collettivo. I “suoi” testimoni hanno tutti bisogno di mettere un punto, di trovare una pace che non arriva, come se fossero ancora in un certo senso su quelle torri paralizzati dai loro ricordi. A queste giornate per fortuna si contrappongono anche quelle in cui la scrittrice fa la “turista”, visitando musei e posti tipici, fino a quando anche lei viene letteralmente risucchiata da Ground Zero e il lutto ridiventa qualcosa di vero, di palpabile. I racconti di “Eleven in September” sono forti, caratterizzanti, senza dubbio scritti da una voce appassionata attraverso la quale la Tessitore - che ha deciso di optare per il self-publishing (il libro è ordinabile su www.ilmiolibro.it) – combina la necessità di avere memoria alla volontà di voltare pagina, che può essere difficile ma non impossibile.
05/11/2011
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