Vite ordinarie, semplici, delle quali a volte si fa beffe il destino, ma unite da eventi accidentali e inaspettati che interrompono il flusso delle consuetudini. Vite che non sono particolarmente meritevoli o eccezionali ma uniche perché “ogni vita in sé è in quanto tale, ed è quella, non altre, e per questo è giusto viverla fino in fondo”. Vite accomunate anche dalla passione per gli sport (calcio, tennis, golf, boxe, rugby) quelle che si snodano nei 27 brevi capitoli che compongono “Le coincidenze”, romanzo d’esordio di Ivan Polidoro, sceneggiatore e regista di origine napoletana della casa editrice romana 66thand2nd per la collana ATTESE che “accoglie romanzi che hanno lo sport come detonatore della storia, lo sport nella sua dimensione più ideale. Romanzi che valorizzano l’Attesa di qualcuno o qualcosa che a lungo, spesso inconsapevolmente, sogniamo a occhi aperti. Quindi non libri di sport o libri per tifosi, ma romanzi per chiunque ami la narrativa di qualità e riconosca nell’evento o nel personaggio sportivo la scintilla spesso privilegiata di emozioni e passioni”.
“Le coincidenze” è un romanzo polifonico di storie e personaggi che negli ultimi cinquant’anni si rincorrono sfiorandosi, inciampando uno nell’altro o addirittura incastrandosi, attraverso tutto lo stivale da Napoli a Milano fino a luoghi poco conosciuti e poco “letterari” della provincia del nord, come Varedo o Chivasso. Alcune sono storie di sofferenza, come quella della giovanissima promessa del tennis che muore sul campo da gioco calzando un paio di scarpe troppo strette; altre sono storie di sconfitte, come quella del campione di pugilato che finisce per consegnare pizze a domicilio; altre ancora sono storie di riscatto, come quella del muratore che una volta rimasto sulla sedia a rotelle si trasforma in fotografo di grande talento. Poi ci sono le storie più leggere, che fanno sorridere, come quella di Gaetano, il figlio in sovrappeso del proprietario della pasticceria Pacifico che insiste nel voler diventare ciclista e si allena su una cyclette ingozzandosi di dolci; oppure la storia del sosia di Fausto Coppi, al secolo Adolfo Cernusco, commerciante di pellami brianzolo, capitato per caso sul treno dei pendolari per Milano.
A fungere da collante al termine del romanzo una vera e propria “Bibbia delle coincidenze” in cui i personaggi, catalogati in ordine alfabetico, acquistano una loro veridicità e si muovono - a volte con agio, a volte con estrema difficoltà - nel bailamme delle coincidenze che li conduce a trovare una via di fuga o di riscatto dall’indefinitezza della propria vita.
“Sono vite semplici che le racconti in un attimo, è che ci metti una vita a viverle. Tutto lì.”