"Profumo d'antico" l'ultimo libro di Carlo Avvisati

BOSCOREALE - 09/02/2010 -

Si è tenuta domenica 7 febbraio 2010 presso la sede del circolo “L.Einaudi” di Boscoreale la presentazione del nuovo libro di Carlo Avvisati “Profumo d’Antico” edito da Il Gazzettino Vesuviano, casa editrice che si è sempre distinta per pubblicazioni di lavori inerenti al territorio campano, e che fa capo al periodico omonimo che proprio quest’anno festeggerà i quarant’anni di pubblicazioni.


Il sottotitolo “scene da un territorio: mestieri, botteghe, personaggi, feste e tradizioni dell'area vesuviana mezzo secolo fa” evidenzia come il libro ponga l’accento sugli anni immediatamente successivi al dopoguerra, quando in tutta Italia permeava la voglia di ricominciare. Questo lavoro non solo fornisce un’interessante testimonianza di un’epoca ento-antropologica tramite la scoperta di tradizioni, usi, costumi e mestieri ormai desueti, ma è anche un vero e proprio spunto per una riflessione sul territorio fornendo una panoramica a trecentosessanta gradi sul piano urbanistico.


La particolarità del libro, oltre all’accurato lavoro letterario, risiede soprattutto nella ricca galleria fotografica che individua mestieri ed attività di “un tempo che fu” come lo scalpellino, un lavoro di ampia diffusione a partire dal 1750 per la presenza di cave da cui si estraeva la pietra vesuviana, o il pastaio, grazie alla gloriosa presenza del Pastifico Cirillo a Boscoreale e della produzione di pasta trafilata al bronzo.


Proprio sull’importanza della documentazione fotografica si è soffermato Angelo Milone, storico, il quale ha evidenziato come la memoria delle immagini sia fruibile nel tempo ed offra una riflessione sull’identità stessa di un popolo, su quello che si è diventati, su quello che si è lentamente (e inevitabilmente) perso e sulla possibilità di recuperarlo. La memoria dell’identità non deve permettere di lasciarsi sopraffare dal ricordo, ma è anche vero che privandoci di essa si corre il rischio di perdere completamente le proprie radici, ragion per cui è importante puntare l’attenzione anche sulle  microaree culturali, sulle peculiari particolarità di lingue e tradizioni delineandone i confini territoriali non per distinguersi ma per conoscersi meglio e poter affrontare gli altri.


In un mondo che spinge sempre più alla globalizzazione si avverte la necessità di un recupero culturale, dove per cultura si intende la conoscenza del territorio e del passato perché un popolo senza memoria storica non è in grado di  leggere il presente e non può guardare al futuro.

MARINA INDULGENZA
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