“Me ne vado con dei segreti che avrei voluto raccontarti, ma adesso è tardi […] e statti accorta al re di bastoni in piedi …non ti fidare…”. Queste sono le ultime parole di Cecé Tarallo, ‘o femminiello’, a Maria Consiglia detta Maricò, poco prima di morire nella stanza che lo ospita da anni a Casa Serena, la pensione che Maricò e sua zia Cettina gestiscono agli ultimi due piani di un palazzo dalla parte alta di via Martucci, a Napoli.
Il re di bastoni è una figura delle carte napoletane che Maricò legge ogni domenica sera a Don Cecé, senza ricevere nulla in cambio: un piacevole rituale a cui la donna, che possiede l’arte della divinazione, non vuole e non può sottrarsi. Ma una domenica sera le carte che escono per Don Cecé sono due di bastoni, asso di coppe, due di spade e il re di bastoni in piedi, segno di cattivi presagi e di una morte che non tarda a venire. L’uomo però lascia in eredità a Maricò i suoi diari, che raccontano una vita fatta di amori difficili, di segreti inconfessabili e di scomode verità riconducibili alla persona dell’Avvocato Fofò Amoruso, direttamente colluso con la malavita, e al boss Vittorio Amitrano.
Quando poi in pensione arriverà Raoul Zanardi, “romagnolo di anni quarantatrè” della Direzione Investigativa Anrtimafia, “bello, affascinante, età giusta, buona professione”, la tranquilla vita di Maricò subirà uno scossone definitivo, soprattutto a livello personale.
“Re di bastoni, in piedi” di Francesca Battistella, attrice di cinema e di teatro di avanguardia negli anni ’70 e ’80 e traduttrice per l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli - edito da Scrittura & Scritture nella collana CATRAME - a metà strada tra il noir e il giallo, è ambientato nella Napoli del 1986, una città che se da una parte è in delirio per Maradona allo stesso tempo è soffocata dalle guerre di potenti clan di camorra con cui, suo malgrado, Maricò entrerà in contatto, continuando con caparbietà a perseguire la verità e fare giustizia, se non altro per esaudire le preghiere di una persona che le ha voluto bene come una figlia. Maricò, l’eterna sognatrice, dovrà fare i conti con la realtà e con persone molto brutte e molto pericolose, con eventi luttuosi e violenti ma anche con i suoi sentimenti e la sua sopita femminilità.