Islanda, Portogallo, Ungheria, Spagna, Belgio, Olanda: luoghi noti d’Europa, mete di un viaggio fissato in scatti fotografici che si differenziano notevolmente per intento ed originalità dai paesaggi che lasciano senza fiato o dalle meraviglie architettoniche che questi posti offrono, sostituendoli ai volti femminili “rubati” dall’obiettivo della Olympus, fedele compagna di Antonia Colasante, fotografa e poetessa salernitana.
Da qui nasce il progetto della mostra fotografica “Stolen Souls”, inaugurata il 3 marzo nell’accogliente Caffè Freud di Roma che in fase di pieno restyling mira a diventare un “punto di riferimento per i giovani artisti del panorama italiano (e non solo)” come spiega Roberta Vespa, musicologa e collaboratrice di Radio Tre che si sta occupando della riorganizzazione dello spazio e degli eventi tramite il progetto “Artisti in bilico”, il cui obiettivo è la ricerca di creativi che vogliano collaborare con professionalità ed etica in un'atmosfera dinamica ed accogliente.
“Stolen Souls” non è una semplice mostra fotografica, è un connubio tra immagini e poesia, come afferma l’artista, è: “una raccolta di emozioni catturate alle inconsapevoli sirene che hanno saputo incantare il mio obiettivo. Così nelle strade d’Europa, dall’isola nordica e infuocata di Islanda alle calde Canarie, passando attraverso Olanda, Spagna, Portogallo…in ogni angolo dove ho potuto, ho rubato anime fermandole in uno scatto. Senza soffermarmi su tecnicismi o estetismi, ho preso la bellezza, quella più profonda, quella in una ruga, in un gesto, negli occhi chiusi come in un respiro trattenuto, serrata fra le labbra che si mordono per non parlare. I volti delle donne diventano allora sipari su brividi, specchi di silenzi densi attraverso cui ritrovare i mille riflessi di ognuna di noi”.
La scelta di ritrarre volti femminili è data dal riverbero emozionale che la fotografa ha carpito in essi, in un’empatia che è la capacità di istaurare un rapporto di partecipazione emotiva con donne che, anche se diverse per tradizione e cultura, sono accumunate da un sentire comune proprio dell’animo femminile. L’intento dell’artista è quello di essere, insieme al suo obiettivo fotografico, cassa si risonanza per far sì che le emozioni traspaiano da questi volti, non implicandone necessariamente la condivisione.
La selezione degli scatti esposti è in qualche modo “ragionata” per il semplice fatto che esse rappresentano un prima e un dopo per la vita personale e professionale di Antonia, a testimonianza di un percorso evolutivo che ha portato ad un viaggio personale ed emozionale scandito e coadiuvato dei volti ritratti.
Da qui l’esigenza di accostare alle foto due poesie che rappresentano per l’artista il passato ed il presente: “Assedio”, pubblicata nella raccolta antologica “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” (2007 - Aletti Editore)
cuore alieno alleato di abitudini
attenuati ardori,
svendute emozioni su bancarelle di orfani sospiri
e l’inedita “Il nostro nome”
Ho uno specchio.
Un'immagine di donna
allo specchio.
Ora i deja vu fanno paura:
imitazioni subdole di chi
è già passato.
La componente meridionale è un fattore imprescindibile, atavico, che traspare sia nelle poesie, con i riferimenti continui al sud ed al mare, sia nelle fotografie per il modo di “affacciarsi” alle persone, alla ricerca di una suggestione in uno sguardo.
“Stolen Souls” è molteplicità di intenti e di messaggi, di veicoli comunicativi, di suggestioni, così come molteplice è l’animo femminile, perché una donna non può racchiudersi in stereotipi definiti essendo pura emozione.