Non è facile descrivere lo stato d’animo che si prova quando avviene un terremoto, quando la terra trema, quando capisci che tua Madre ti tradisce, quando al di là del mero dato geologico ti rendi conto che quella che realmente scossa è la tua anima. Ci hanno provato diciotto autori nell’antologia “Trema la terra”, curata da Isabella Tramontano per la Neo Edizioni, casa editrice di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila. I racconti sono tutti sguardi trasversali, poco compassionevoli e senza intento reportistico, sul terremoto, un vero e proprio fil rouge che accomuna luoghi, vite e destini diversi.
“Quando la terra ti trema tutt’intorno che fai?”: gli autori – per la maggior parte campani e abruzzesi - hanno provato, a modo loro, a dare una risposta, cimentandosi ciascuno con il “proprio terremoto”, in cui è evidente che non è solo la terra fisica a tremare o, per lo meno, non è l’unica cosa.
Terra e anima (o cuore) in un binomio ormai inscindibile si snodano attraverso una serie di narrazioni fatte di confronti, ora ironici, ora dolorosi, in cui memoria e narrazione si intrecciano e si confondono per raccontare delle storie che potrebbero appartenerci e che, forse, appartengono davvero, a chi ha vissuto il terremoto dell’80 in Irpinia, quello del 2009 all’Aquila, quello del ’76 in Friuli o il terremoto “censurato” in Sicilia nel ’90.
Nel racconto di Raffaella R. Ferré la terra trema nel momento in cui una donna viene a conoscenza del tradimento da parte del suo uomo, ma il terremoto fisico passa quasi in secondo piano rispetto a quello emotivo, quello per cui la donna vuole essere per l’uomo “il sisma che viene a tirarlo dabbasso”. Nel racconto di Gianni Solla, “Cherosene”, un bambino racconta la vita nel campo sfollati di Ponticelli, container numero settantaquattro: “Al campo non paghiamo niente, nemmeno la corrente e l’acqua. Qui siamo contenti, è la prima volta che abbiamo un posto nostro”. Marco Mazzucchelli in “Con le migliori intenzioni” ci racconta la latitanza dello Stato nella città di A. (Augusta) dopo il terremoto del 1990 e di come: “A un certo punto la normalità era diventata che la gente malediceva il fatto che quella notte del 1990 nessuno ci avesse lasciato la pelle”. Lorenza Destro, in “Cinquantanove secondi”, mette a confronto due realtà spazio temporali diverse tra loro, l’Abruzzo del 2009 e il Friuli del 1976, accomunate però anch’esse dall’effetto devastante della terra che trema.
Gli altri autori che hanno contribuito all’antologia sono: Alessandra Amitrano, Ovo, Carla D’Alessio, Srečko Jurišić, Ade Zeno, Anna Giuba, Maurizio de Giovanni, Isabella De Pascale, Chiara Valentina Speziale, Gianluca Merola, Massimo Cacciapuoti, Mario Rossi, Marco Marsullo, Titti Consalvi.
La prefazione è a cura di Valeria Parrella.