Aggiornato 02/09/2010 21:09:01
Povia: "Non sono io che ridicolizzo i gay, ora canterò la politica"
05/05/2009 - SAN GIUSEPPE VESUVIANO: Alzi la mano chi non si è emozionato almeno una volta nel sentire il tormentone del momento. Giuseppe Povia, 32 anni, milanese di nascita toscano di adozione, è il personaggio più “ricercato” dai media, dopo che il suo “Luca era gay” ha sbancato il premio per la critica alla 59esima edizione del Festival. La sua ultima esibizione, in Campania, a San Giuseppe Vesuviano, ha chiuso i festeggiamenti per Primo Maggio.

Come nasce la sua passione per la musica?
“Da quando avevo 14 anni scrivo canzoni, mi sono innamorato della musica grazie a mia madre che cantava mentre faceva le pulizie in casa, sono un autodidatta del pentagramma avendo imparato tutto da solo e le mie canzoni non sono altro che l’espressione di quello che ho dentro”.

Infanzia, amore, ma anche temi caldi che da anni spaccano l´Italia. Lei canta tutto questo, perché?
“Nella mia vita ho avuto tantissime esperienze, soprattutto negative, ho sperimentato sulla mia pelle il problema della droga e della depressione ed è dagli stati d’animo che nascono i miei brani. Il cuore ha voluto che nascesse questa canzone e il cuore mi porta a scrivere tutti gli altri pezzi del mio repertorio. Ci metto tanto tempo per comporre un brano ma alla fine sono tutte canzoni nelle quali mi riconosco profondamente”.


I bambini... il primo tormentone: resta nella hit parade per ben 20 settimane. Il primo album vende 60mila copie. Poi il resto: ma il successo fa paura?
"Questo ambiente è molto ostile con chi come me denuncia quello che non va, ma io dico in faccia quello che penso. La giustizia italiana è lenta e ha tanti difetti, degli avvocati nemmeno voglio parlarne ma non mi demoralizzo e continuerò a denunciare quello che va male".

Ancora polemiche per Luca era gay?
"Quel brano dice la verità. Credo che non ci sia stato nulla di male nel mio testo e mi spiace per la posizione dell’Arcigay. Credo che la mia canzone non sia offensiva, anzi sono i grandi party che in modo offensivo e spudorato ridicolizzano i gay".

Prossimi lavori?
"Avevo pensato al tema della politica e se voi giornalisti mi avete martoriato con la critica sul testo di “Luca era gay” figuriamoci con la politica. Credo comunque di trattare questo tema. Mi piace raccontare la viva vera, l’opinione si muove solo in certi casi e invece dire come la si pensa su tutto è importante, bisogna confrontarsi. Per ora però continuo con l promozione del mio album “Cetroavanti di mestiere” poi chissà".

Giovanna Salvati

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