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La situazione nelle città italiane, ecco l’atlante della salute
Tanto traffico, poco verde: si vive male
06/07/2010 -
Se Napoli è la città più feconda, Firenze è quella più longeva, mentre Roma è quella con più verde urbano. I pregi e difetti delle province metropolitane sono tanti e diversi, come emerge dall'Atlante del rapporto Osservasalute sulle aree metropolitane presentato oggi presso l'università Cattolica di Roma.
TORINO: ha la peggiore qualità dell'aria per l'inquinamento da polveri fini con 150 giorni di superamento del limite giornaliero e il valore maggiore di raccolta differenziata.
MILANO: è quella che ha migliorato di più la gestione delle acque reflue, ma ha poco verde urbano (16,2 mq per abitante). Frequente il ricorso all'aborto con 12,78 casi per 1.000 donne.
VENEZIA: è la più rispettosa dell'ambiente, prima in classifica per l'indice di attenzione all'eco-compatibilità.
TRIESTE: è l'area metropolitana con i valori più bassi di mortalità infantile e neonatale, ma anche quella con la maggiore presenza di anziani.
GENOVA: il numero di vittime della strada è contenuto, soprattutto al maschile: per gli uomini c'é la mortalità più bassa a livello territoriale, pari a 0,80 per 10.000. E' però l'area con le mamme più anziane e la provincia con il tasso di aborto più elevato.
BOLOGNA: è l'area metropolitana con il miglior equilibrio numerico intergenerazionale ma il primato negativo della mortalità in conseguenza di disturbi psichici.
FIRENZE: è la provincia più longeva d'Italia, con una speranza di vita alla nascita di 79,85 anni per gli uomini e 84,64 anni per le donne.
ROMA: ha la maggior disponibilità di verde urbano, con 131,7 m2 per abitante, il tasso più alto di personale medico e odontoiatrico, e il più alto tasso di motorizzazione.
NAPOLI: è la provincia più giovane, con la quota minore di anziani e neomamme più giovani e feconde, ma quella meno longeva.
BARI: più di tutte ha ridotto il tasso di aborti, calati dal 2000 al 2004 del 17,68%. Male la raccolta differenziata e la bassa disponibilità di verde urbano, nel 2008 pari a 14,3 m2 per abitante.
REGGIO CALABRIA: ha il tasso più basso di morti per tumori sia tra gli uomini che le donne, ed è la città con la migliore qualità dell'aria, grazie al numero minore di giorni di superamento del valore limite di PM10, di appena 12 giorni.
PALERMO: ha mamme giovani e prolifiche, con un'età media della donna al parto di 29,9 anni e 1,505 figli per donna, ma ha il valore più basso nel 2008 di raccolta differenziata.
MESSINA: è l'area metropolitana in cui si sono ridotti di più i decessi per malattie respiratorie, ma anche quella con la minore disponibilità di verde urbano con 8,2m2 per abitante.
CATANIA: ha le neomamme più giovani a pari merito con Napoli ma solo il 23,0% della popolazione usufruisce dei trattamenti di depurazione delle acque reflue. - CAGLIARI: è quella con il minor ricorso all'aborto ma quella con il tasso di fecondità totale più basso, con 0,982 figli per donna.
GRANDI CITTA',TRAFFICO,POCO VERDE E SI VIVE MENO
Se desiderate vivere più a lungo, trasferitevi a Firenze, se invece volete poter godere di più aree verdi, andate a vivere a Roma, mentre se volete avere l'aria più pulita, andate a Reggio Calabria.
E' quanto emerge dal rapporto Osserva Salute sulle aree metropolitane 2010 presentato oggi all'Università Cattolica di Roma, che delinea un quadro poco felice della vita nelle grandi città. Sono infatti molto trafficate, con poco verde, una mobilità pubblica lontana dagli standard delle metropoli europee, molto popolate, ci sono sempre meno giovani e si si muore di più.
TANTI ANZIANI: le città invecchiano sempre di più, perché ci sono sempre meno giovani. La causa principale è rappresentata dall'alta denatalità delle grandi province rispetto al resto d'Italia. Da questo punto di vista Napoli, con il 7,27% di uomini e 8,26% di donne tra i 65 e 74 anni, è la città più giovane, e Trieste la più vecchia con il 13,19% di uomini e il 14,36% di donne in quella fascia d'età.
MAMME PIU' VECCHIE: il tasso di fecondità tra il 2001 e 2005 ha visto una lieve ripresa, anche se i valori risultano estremamente bassi (1,311 figli per donna) e inferiori al livello di sostituzione (2 figli per donna), che garantirebbe il ricambio generazionale. Una ripresa imputabile, in parte, all'aumento della fecondità delle donne in età avanzata. Le province più feconde risultano Napoli e Palermo, mentre quelle con il tasso di fecondità più basso sono Cagliari e Trieste. L'età media cui si partorisce il primo figlio si sposta sempre più in là nel tempo: nel 2005 la media nazionale è di 31,1 anni, con i picchi elevati di Trieste, Genova e Roma a 32,3 anni, e quelli di Napoli e Catania a 29,6 anni.
CITTA' 'LETALI': nelle città si muore di più. In quasi tutte le province metropolitane, ad eccezione di Bologna e Firenze, si registrano sia per gli uomini che per le donne, valori superiori del tasso di mortalità rispetto alla media nazionale.
POCA ECO-COMPATIBILITA': sono solo due le province metropolitane, Venezia e Bologna, presenti nella classifica dei 111 comuni capoluogo di provincia per attenzione ad acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, trasporti e verde urbano. Per quanto riguarda l'eco-compatibilità le altre città metropolitane occupano posizioni molto più in basso nella classifica generale, anche se si sono registrati dei miglioramenti a Trieste (5,26%), Catania (3,11%), Milano (3,04%) e Torino (2,72%) con interventi di salvaguardia ambientale e salute pubblica. Sono peggiorate invece Napoli (-2,24%), Messina (-1,34%), Palermo (-1,19%), Firenze (-0,75%) e Bari (-0,73%). - PM10: Le cose non vanno meglio per l'inquinamento atmosferico. Il numero dei giorni in cui si è superato il limite di polveri fini nell'aria, seppur calato tra il 2003 e 2008 del 22%, non è ancora sufficiente per attestarsi sotto il limite dei 35 giorni di sforamento previsto. In alcune città del Sud è aumento enormente, come a Messina (+300%) e Napoli (+187,2%).
VERDE URBANO: a parte qualche eccezione, gli spazi verdi urbani nelle aree metropolitane sono rimasti gli stessi. Nel 2008 la loro disponibilità è stata di 93,6 metri quadrati per abitante, rimanendo pressoché costante rispetto al 2004. Eccezioni positive sono state Venezia, Catania e Reggio Calabria, che hanno aumentato il loro verde urbano di 8,7, 4,7 e 4,8 mq per abitante, mentre Roma con 131,7m2 è prima, ma ha registrato una diminuzione di 8 mq per abitante.
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