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Pm10, una minaccia per il cuore. A Sud i rischi maggiori
Test in 15 centri urbani: valutato il il rischio di mortalità
11/03/2010 -
Il rischio di mortalità e ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie legate alle polveri sottili (PM10) è aumentato più nelle città del sud Italia che in quelle del nord. Palermo è in testa per questo incremento, Milano ultima. Questi gli ultimi dati di un biennio di monitoraggio del progetto 'Epiair' del ministero della Salute realizzato attraverso il Centro controllo malattie (Ccm) in 10 città italiane, che sta ripartendo in questi giorni per altri due anni di sorveglianza speciale questa volta in 15 città, cinque in più rispetto al progetto appena concluso. Lo studio é stato presentato nell'ambito della V Conferenza ministeriale ambiente e salute organizzata a Parma dai ministeri dell'Ambiente e dalla Salute italiani e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa. In particolare, nelle dieci città monitorate tra il 2007 e il 2009 (Torino, Milano, Venezia-Mestre, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo e Cagliari) risulta che entro i sei giorni successivi di picco di Pm10 l'aumento del rischio di mortalità raddoppia ed è pari allo 0,7% ogni incremento di 10 microgrammi a metro cubo, rispetto ad un aumento del rischio dello 0,3% di precedenti studi. Per quanto riguarda i ricoveri per patologie cardiovascolari (infarto, angina e scompenso cardiaco) l'aumento del rischio nelle 10 città è dello 0,7% mentre per le patologie respiratorie (polmoniti, bronchiti e asma) dello 0,6%. "Le polveri sottili fanno più male di dieci anni fa - ha detto Ennio Cadum, dell'osservatorio epidemiologico regionale del Piemonte e che è il coordinatore di 'Epiair 2010-2012' - e i rischi sono più alti a sud che a nord. Palermo risulta la città più a rischio sia per l'aumento di mortalità che per i ricoveri, mentre Milano è quella meno a rischio".
In tal senso le ipotesi per spiegare questo trend 'al contrario' sulle aspettative riguardano il fatto che, ha affermato Cadum, "al sud le finestre si tengono spesso più aperte e quindi l'inquinamento esterno entra in casa e la radiazione solare che comporta la concentrazione di componenti". Gli effetti sulle patologie cardiache sono pressoché immediati di questo inquinamento da Pm10 (1-2 giorni) mentre l'effetto è più ritardato (5 giorni) per le patologie respiratorie. Per quanto riguarda i polmoni per i bambini il ricovero per asma è più elevato rispetto agli adulti e l'aumento di ricoveri per asma nella fascia da zero a 14 anni è stato del 9% sulle dieci città analizzate nell'ultimo biennio. Per i bambini il nemico si chiama biossido di azoto che è correlato con il particolato più fine. Il progetto ha studiato anche l'efficacia delle misure antismog messe in campo dalle città monitorate nel periodo 2001-2005. Ne è risultato che per le targhe alterne "l'efficacia - ha riferito Cadum - è pari a zero", domeniche ecologiche "educative ma inefficaci" come le ztl. Meglio misure "contemporanee ed estese". In primo piano la Pianura Padana "una delle 6 aree più inquinate del mondo, la 1/a in Ue dove il traffico indice per fino al 70%". Per i prossimi due anni di Epiair si aggiungeranno Trieste, Genova, Ancona, Napoli e Bari. Con queste cinque città il monitoraggio riguarderà il 15% della popolazione italiana. E la nuova sfida è quella di associazione alle sostanze chimiche.
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