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Terapia del dolore, il Campania “Polo del sollievo”
13/02/2010 -
In occasione della XVII Giornata Mondiale del Malato, per tre giorni, da giovedì ad oggi, la sala conferenze dell'hospice Nicola Falde a santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha ospitato gli stati generali delle cure palliative e delle terapie del dolore in Campania. L'iniziativa è stata promossa da European cancer patient coalition, Associazione House Hospital onlus, da associazione Antea, Eapc (European association of palliative care), Sicp (Società italiana cure palliative), Favo (Federazione associazioni volontariato in oncologia), Lilt (Lega italiana lotta ai tumori), associazione Umana onlus, Centro Nazionale delle Ricerche, Unità di genetica dei tumori. E' stata l'occasione per presentare il "Polo del Sollievo, Scienza della vita", primo centro della Campania specializzato nella lotta al dolore e nelle cure palliative, dopo anni - si legge nella nota - di ritardo e di mancato rispetto della programmazione sanitaria che prevedeva l'entrata in funzione nella nostra regione di hospice realizzati per accogliere pazienti oncologici che, nella fase terminale, lottano contro il dolore inutile e contro la perdita di dignità e di autonomia. L'hospice è in grado di accogliere venti pazienti dando ospitalità anche ai loro accompagnatori, attività che si unisce all'assistenza domiciliare assicurata dai volontari in collaborazione col personale medico delle strutture ospedaliere dell'area casertana, attività per la quale è necessario uno specifico accreditamento e la stipula di un accordo/convenzione tra Asl, medici di medicina generale e l'hospice.
Nel suo intervento, il commissario straordinario dell'Asl Caserta, Antonio Gambacorta ha affermato che "la Sanità campana ha bisogno di un cambiamento culturale, le risorse vanno destinate solo alla ricerca e all'assistenza". Il commissario, intervenuto alla tavola rotonda sul "Ruolo della rete oncologica", ha inoltre accusato il sistema sanitario campano "di fornire all'utenza un servizio scadente" e che "l'assoluta carenza di organizzazione è la causa dello sfascio, poiché la maggior parte della spesa è di sistema e non di assistenza". Secondo Gambacorta "le strutture ospedaliere devono tornare a essere il punto di riferimento per l'assistenza ai cittadini" e soprattutto "ci vogliono finanziamenti adeguati per la realizzazione di progetti concreti". L'hospice - conclude la nota - disporrà di un ambulatorio per la terapia del dolore e cure palliative, mentre per i pazienti ospitati in aree autonome che richiamano l'ambiente domiciliare sarà garantito l'accesso a parenti e visitatori senza limitazioni d'orario, fatti salvi i periodi di riposo notturno.
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