E’ il vero oggetto del desiderio del momento, l’iPad. Vederlo tra le mani dei colleghi in ufficio può ingenerare in molti un forte complesso di inferiorità da sindrome di appartenenza alla vecchia scuola, oltre che pura e semplice invidia.
La “cosa” è un computer stile tablet che è insieme media player, e-reader, navigatore web e tanto altro ancora.
Se si usa l’iPhone per azioni brevi e discrete quali una telefonata, la ricerca online di un ristorante, di un risultato sportivo o dell’orario di un film, l’iPad si usa per azioni più estese nel tempo, quali la lettura di un libro, di un giornale, la visione di un film o una ricerca sul web.
L’interfaccia utente, ormai familiare, di iPhone e iPod, si adatta splendidamente allo schermo più grande. L’iPad apre applicazioni, fa il resize delle pagine web e zooma le google maps con grande semplicità.
In vendita da un mese in Italia, provandolo ci siamo accorti che presenta caratteristiche che fin da ora lo rendono eccezionale, mentre altre deludono, e non poco.
PRO - L’iPad è bello, ha la bellezza chic e sexy tipica dei prodotti Apple: sottile (1.3 cm), leggero (670 g), con touch screen ad alta definizione.
La maggior parte delle app esistenti per iPhone e iPod Touch sono compatibili con l’iPad.
Per gli amanti degli e-book poi, l’iPad è qualcosa di sensazionale. L’applicazione iBook è uno dei prodotti Apple dal design più semplice ed elegante: l’utente ha a disposizione una libreria virtuale, con tanto di scaffali dove risiedono i tomi digitali. Le pagine, durante la lettura, vengono sfogliate sfiorando lo schermo o con un tocco sul margine destro.
Gli appassionati di video games, dal canto loro, si trovano davanti una piattaforma giochi con tutti i crismi e secondo molti è proprio questo il vero punto di forza del dispositivo.
Se lo scopo di Steve Jobs era quello di creare una terza categoria, un dispositivo proprio a metà strada tra lo smartphone e il laptop, si direbbe che l’impresa è in buona parte riuscita: l’esperienza di navigazione è superiore a quella su iPhone, così come la fruizione fisica di foto, musica e film è più gradevole rispetto a quella sperimentata su un normale laptop.
CONTRO - Lungi dall’essere perfetto, qualche problema l’iPad senz’altro l’ha.
Le cose dovrebbero cambiare in sede di aggiornamento software ma, di fatto, il gioiellino Apple non è in grado di operare in multitasking, cioè non è in grado di eseguire più di un’applicazione per volta. Questa limitazione non lo rende certamente competitivo nei confronti di un notebook. Chi vorrebbe mai interrompere una navigazione o la lettura di un e-book per procedere all’invio di una mail?
Non sono presenti porte USB (quindi niente accessori), né tanto meno c’è webcam o fotocamera (scordiamoci di poter usare la videochiamata in Skype).
Oltre a ciò, niente supporto Flash con la conseguente necessità di rinunciare a contenuti video o giochi online.
Il display, bellissimo per colori e angolo di visione, non è esente da difetti. I siti che usano font piccoli non sono perfettamente leggibili e alcune apps presentano un effetto sgranato quando vengono estese a quasi tutto schermo. Ciò è dovuto alla bassa risoluzione del dispositivo che è pari a 130 DPI. Tanto per chiarirci le idee, l’iPhone, che tra l’altro è uno degli smartphones con la risoluzione più bassa, di DPI ne ha 160. E’ evidente che la cosa, accettabile per lo schermo piccolo dell’iPhone, non lo è certo per qualcosa di più ambizioso come l’iPad.
Stancante per gli occhi del lettore di iBooks potrebbe essere anche la retroilluminazione del dispositivo.
Sebbene l’iPad (nelle versioni WiFi + 3G) abbia a bordo una sim telefonica, non è un telefono. Probabilmente sarebbe un cellulare troppo grande per un utilizzo normale, ma avendo il 3G e un microfono, l’idea di inserire comunque tale funzionalità non sarebbe stata troppo peregrina.
Insomma potrebbe valere la pena, come spesso succede con questo tipo di prodotti e in particolare con le strategie di mercato cui Apple ci ha abituati, attendere una nuova versione fra un annetto o giù di lì. Il problema con aggeggi del genere, però, è sempre ed inevitabilmente lo stesso: è trendy, nonché necessario e di vitale importanza averli subito. Costi quel che costi.