Scavi di Pompei: uffici nel sito archeologico. La soprintendenza «Vincoli rispettati»

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«I vincoli urbanistici e del paesaggio durante i lavori nella pineta del Parco degli Scavi di Pompei, nei pressi di Porta Stabia sono stati rispettati». A cercare di rassicurare tutti, dopo le polemiche degli ultimi giorni per i lavori di costruzione di una palazzina che ospiterà gli uffici della Soprintendenza, è il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna. Al di là del danno arrecato al panorama e alla bellezza degli Scavi, Osanna specifica che sono state seguite le procedure e che tutto è a norma. “Si precisa che il Parco Archeologico di Pompei ha espletato tutte le procedure previste dalle norme urbanistiche e paesaggistiche. Il parere del MiBACT è stato espresso in merito alla compatibilità dell’intervento per gli aspetti di tutela del patrimonio culturale». Nel giorno in cui arrivano le rassicurazioni della Soprintendenza è avvenuto anche il sopralluogo dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Luigi Gallo e Andrea Cioffi che, dopo aver visitato il cantiere, non hanno lesinato attacchi. «Negli scavi di Pompei sta per nascere un nuovo inutile cubo di cemento che svilisce il patrimonio paesaggistico e archeologico racchiuso nel Parco. Abbiamo raccolto la segnalazione di un comitato civico e ambientalista, che denuncia la nascita di un edificio che ospiterà gli uffici della Soprintendenza in affiancamento a quelli già esistenti. La struttura sorgerà lì dove erano situate le ex officine Falegnami e Fabbri, nella pineta demaniale degli Scavi nei pressi di via Plinio. Un edificio enorme e in cemento armato, molto impattante dal punto di vista ambientale. Siamo stati accolti dalla Soprintendenza e dal direttore del Parco, Massimo Osanna, che ci ha fornito tutta la documentazione». Sul caso si è espresso anche il senatore di Ala, Vincenzo D’Anna, che ha detto: «“Prendiamo atto della precisazione del parco archeologico di Pompei relativamente all’espletamento ed al rispetto di tutte le procedure previste dalle norme urbanistiche e paesaggistiche per i lavori in corso nell’area demaniale degli scavi, nei pressi di Porta Stabia. In base a quale norma, dunque, si è potuto procedere in deroga ai piani paesaggistici vigenti? Lo Stato è chiamato o no rispettare i vincoli stringenti che poi esso stesso impone ai suoi cittadini?».
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