Disastro waterfront a Torre del Greco: crolli dal costone, rischi sulla passeggiata porto-Scala

2 di 4


Torre del Greco. Il 20 marzo del 2016 era un vero e proprio gioiello, motivo di vanto e orgoglio dell’amministrazione comunale all’epoca guidata dal sindaco Ciro Borriello. Perché la passeggiata porto-scala - costata circa un milione e centomila euro, pagati con fondi della comunità europea - aveva completamente cambiato il volto di una zona in precedenza frequentata solo dai killer della camorra per allenare la mira con improvvisati poligoni di tiro. A meno di due anni di distanza, invece, il waterfront realizzato il via Calastro è diventato il simbolo del disastro politico-sociale all’ombra del Vesuvio: prima due violente mareggiate - eventi prevedibili, ma tenuti in scarsa considerazione durante la fase progettuale dell’importante opera pubblica - e poi l’incuria delle istituzioni, a partire proprio dalla precedente squadra di governo cittadino per finire all’attuale commissario straordinario Giacomo Barbato, sono state capace di «cancellare» la bellezza di un’area già diventata punto di riferimento per migliaia di cittadini. Il pericolo di crolli A cavallo tra le due mareggiate, la passeggiata porto-Scala era stata interessata dal crollo di parte del costone «affacciato» sul waterfront. Il cedimento di parte della massicciata sottostante gli uffici comunali degli ex Molini Meridionali Marzoli avevano portato ai soliti interventi-tampone di messa in sicurezza - due gabbie in ferro dalla dubbia tenuta - e alla chiusura temporanea dell’area pedonale. Successivamente, poi, il waterfront era stato riaperto ai cittadini. Ma senza sostanziali interventi a salvaguardia della pubblica incolumità. Così - durante lo scorso week end - un nuovo campanello d’allarme è suonato a due passi dal mare: il cedimento di parte della massicciata con crollo di pietre e detriti ha rischiato di travolgere alcuni runners impegnati in un allenamento vista-golfo. Ma l’allarme, fino a oggi, non è bastato per fare scattare le adeguate misure di sicurezza dal Comune e dalla capitaneria di porto. Passeggiare dal porto alla Scala è diventata praticamente un’impresa, una sorta di slalom gigante tra detriti e rifiuti. La discarica a cielo aperto Non bastasse l’incubo del costone pericolante, a rendere ulteriormente impraticabile il waterfront sono i rifiuti di ogni tipo abbandonati dagli incivili. La zona maggiormente colpita dagli eco-criminali è l’area a ridosso delle giostrine per i bambini - costretti, praticamente, a giocare a due passi da una discarica - nonché il tratto di passeggiata sottostante i due nuovi ristoranti aperti lo scorso anno. Sotto i due locali-vip, infatti, sono spuntati cumuli di sacconi di immondizia con inevitabili «conseguenze olfattive» per i clienti affacciati ai balconi. Uno scenario potenzialmente drammatico di cui neanche il prefetto Giacomo Barbato - solitamente attento ai pericoli provocati dal rischio di crolli - sembra essere a conoscenza per gli eventuali provvedimenti del caso.
Questo sito utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze. Se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare in questo sito ulteriormente. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookies. Scopri l'informativa e come negare il consenso. Ho capito, chiudi questo avviso