Due incendi in due giorni, torna l'incubo roghi nel Parco Nazionale del Vesuvio

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Le pinete di Terzigno nel Parco Nazionale del Vesuvio bruciano ancora. Come otto mesi fa, quando tra luglio e agosto si susseguirono una serie di attentati alla fauna e alla flora locale, in grado di tenere sotto scacco gran parte dei comuni che rientrano nella fascia protetta del Parco Nazionale del Vesuvio. A Terzigno quell’incubo si è rifatto vivo ieri pomeriggio, quando una colonna di fumo dalla pineta di fronte al museo Emblema ha cominciato ad alzarsi. Qualcosa non va. E’ un incendio. Ancora una volta eco-criminali infiammano quella zona, già presa d’assalto la scorsa estate. Sembra una maledizione o forse un piano premeditato. A far scattare l’allarme è un consigliere comunale di maggioranza, Giovanni Bonavita. Assieme a lui ci sono il presidente del consiglio comunale, Giuseppe De Simone, e il sindaco Ranieri. Avvertono le forze dell’ordine, sul posto si portano gli agenti del comando di polizia municipale, gli uomini della Sma Campania e i carabinieri. Il fumo è denso, necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco. Sono proprio i caschi rossi a domare le fiamme e circoscrivere la zona, nel giro di qualche ora la zona torna in sicurezza. Ma l’incendio di ieri mattina fa scattare un nuovo campanello d’allarme nelle pinete dell’area vesuviana, dopo l’estate rovente appena trascorsa con continue emergenze.
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