Ercolano, il flop del cantiere-lumaca: via Pugliano riapre, ma solo a metà

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Ercolano. Dopo un calvario lungo 3 anni riapre via Pugliano, la strada del mercato delle “pezze” ridotta a uno straccio dallo scandalo appalti che nel 2015 ha travolto il Comune di Ercolano, portando sotto inchiesta politici e funzionari. Riapre, ma i soldi europei stanziati per il restyling - 1,5 milioni di euro - sono andati persi. E così l’arteria simbolo del commercio vintage resterà per metà nuova e per metà vecchia, un po’ come i jeans usati e venduti a prezzi da boutique che si trovano sulle bancarelle del mercato. «Non potevamo fare di più, abbiamo liberato e restituito dignità a un quartiere intero», ripete il sindaco Ciro Buonajuto, eletto dopo lo scandalo appalti. «I soldi per riqualificare la strada ci sono, ma adesso la cosa più importante è riaprire Pugliano. Non abbiamo fretta». L’apertura della strada è prevista per la prossima settimana. La parte inferiore di via Pugliano è stata riqualificata. La parte superiore resta com’era. Il tratto di cantiere aperto è stato asfaltato e messo in sicurezza. «E’ stata accertata l’assenza di pericoli» afferma il sindaco. Se da una parte i “rattoppi” garantiscono la riapertura della strada, dall’altra resta aperta la querelle tra il Comune e l’impresa titolare dei lavori che a marzo è stata messa alla porta dall’ente di corso Resina. Dietro l’improvvisa “cacciata” c’è una lunghissima relazione firmata da un dirigente comunale che mette ai raggi X le anomalie nella gestione del cantiere (opera che come detto è stata al centro del presunto giro di mazzette e favori finito sotto i riflettori della Procura di Napoli). Tra le contestazioni mosse dal Comune, in particolare, la realizzazione di alcuni lavori in difformità al progetto appaltato. Contestazioni ribattute colpo su colpo dall’impresa che ha annunciato anche ricorso contro il provvedimento di revoca dell’appalto. Nei giorni scorsi dalla Regione è arrivata in Municipio una mega-richiesta di “risarcimento” per i fondi europei destinati ai lavori non spesi entro la data di scadenza (dicembre 2015). Quasi 6 milioni di euro che il Comune dovrà restituire anche per effetto dello scandalo che ha travolto l’ex amministrazione comunale. Una grana che rischia di portare al dissesto l’ente di corso Resina. «Stiamo parlando con la Regione per chiarire la vicenda - le parole del sindaco - E’ ovvio che i soldi non spesi andranno restituiti». (ciro formisano)
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