Il tesoro dimenticato nella sede Pd Gargiulo: «Salvate la mia opera»

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Da cinquant?anni, al civico 102 di Corso Vittorio Emanuele, c?è la galleria di Antonio Gargiulo. Comunista vecchio stampo. Pittore e scultore, tra i più apprezzati. A cinquecento metri, al civico 57, c?è la sede, o meglio la ex sede, del Pd. Un appartamento, acquistato ad inizio anni ?80 con il sudore e la fatica degli operai, che ha ospitato per oltre venti anni il Pci. Antonio Gargiulo e quella sede vanno di pari passo. Perché nel salone di quell?appartamento c?è una delle suo opere più importanti: Pizza Spartaco. E? la rappresentazione della rivolta antifascista a Castellammare, l?assalto a Palazzo Farnese descritto nei minimi particolari da un libro dello storico comunista Antonio Barone. Ebbene quel dipinto rischia di essere venduto assieme alla sede che fino a qualche mese fa era occupata dal Partito Democratico. Da qui l?appello di Antonio Gargiulo, rivolto soprattutto al sindaco Toni Pannullo. Il maestro ha scritto di suo pugno poche parole in una lettera affidata a Metropolis e rivolta proprio al primo cittadino del Pd: «Ormai sono prigioniero delle mie opere e quella di piazza Spartaco l?avevo ormai dimenticata, ma ho letto di una imminente vendita dell?appartamento. A questo punto chiedo al sindaco di fare qualsiasi cosa: io sono disposto a donarla alla città, con una collocazione precisa, ad esempio nella biblioteca comunale quando sarà conclusa. E sono disposto a donare anche altre opere al Comune». Quella di piazza Spartaco ha un significato particolare per Gargiulo: «In quel dipinto c?è anche mio padre Lorenzo, di profilo, in quanto ha combattuto quella battaglia. Faceva il pescatore ma amava scrivere versi in dialetto. Un vero comunista». Da 50 anni Gargiulo è sempre lì, in un sottoscala di un palazzo storico, il cui androne è da sempre la sua galleria d?arte. «Sono sempre stato a contatto con la città - precisa - E tutti gli eventi hanno ispirato molte delle mie opere». Al primo piano c?era la sede del Movimento Sociale Italiano, «i fascisti» come li chiama. E si ispira a Guttuso ma soprattutto a Picasso («perché era comunista e si è opposto al Fascismo con le sue opere» tiene a precisare). Antonio Gargiulo, però, non ha mai fatto politica attiva: «Avevo la tessera ed ero vicino soprattutto a Saul Cosenza. Mi sono impegnato nel post-terremoto realizzando murales sulle poche mura rimaste in piedi». Si ricorda anche il suo dono a Enrico Berlinguer: «Quando venne a Castellammare gli donai il bozzetto dell?opera Piazza Spartaco. Spesi anche 30mila lire per la cornice, ma allora i quadri si vendevano - spiega - Ora c?è la crisi. E sarò costretto a donare le mie opere, perché non posso più sostenere l'affitto del mio laboratorio». L?arte ai tempi della crisi.
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