Monumenti choc a Pompei. Tra rifiuti ed erbacce avanza il degrado

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Una stele per onorare la memoria dell'Ispettore Superiore della Polizia di Stato Filippo Raciti, morto in servizio nel 2007 durante gli scontri tra i tifosi durante il derby Catania-Palermo. «Cadde nell'adempiere il suo dovere colpito da facinorosi forse ignari dello smisurato valore della vita», è scritto sulla targa voluta allora dall'assessore allo Sport Gerardo Conforti e dal sindaco Claudio D'Alessio. Oggi quel simbolo è stato dimenticato e versa in condizioni pessime. Tra cartacce, rifiuti e cerchioni abbandonati. Ero stato posto in un luogo simbolico, accanto al campo sportivo Bellucci a via Lepanto. Struttura al centro di numerose polemiche, ritardi nei lavori, rimpalli di responsabilità e oggi ancora chiusa. Ma la stele in onore di Raciti non è l'unico monumento dimenticato della città di Pompei. Anche nella centralissima Bartolo Longo avrebbe bisogno di urgente manutenzione la porzione di area verde che circonda il monumento alla memoria per l'11 settembre con l'acciaio recuperato dal World Trade Center. I giardinetti sono incolti e le erbacce stanno raggiungendo anche il vicino dipinto che ricorda il gemellaggio tra la città di Pompei e quella di Latiano. Lastre di marmo distrutte e in parte cadute nell'acqua, invece, lo scenario che si presenta a Piazza XXVIII Marzo, proprio di fronte alla stazione delle Ferrovie dello Stato. La fontana al centro dello spiazzo è stata danneggiata a seguito di un incidente stradale lo scorso 3 febbraio. Da allora i pezzi staccatisi sono rimasti sulla struttura. Dove un tempo c'erano fioriere ad abbellire la piazza e ad accogliere i turisti ora ci sono collinette di terreno sparse sul marmo. L'amministrazione Uliano aveva pensato di dare in gestione la fontana a qualche privato. Casse comunali a secco e carenza di personale addetto alla manutenzione alla base dell'idea. Un problema ancora oggi molto attuale viste le condizioni in cui versano molti monumenti cittadini, vittima dell'incuria e del degrado. Pochi metri più in là, lungo via Sacra, un info point elettronico distrutto rappresenta un vero e proprio pericolo a causa dei vetri infranti e penzolanti.
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