Terrore a San Pietroburgo, strage nella metropolitana

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Un attentato "terrificante" ha sconvolto San Pietroburgo, l'antica capitale degli zar e citta' natale di Vladimir Putin, proprio nel giorno in cui il presidente russo era in zona per l'incontro con il collega bielorusso Alexander Lukashenko. Un vagone della linea blu del metro' e' stato sventrato da un'esplosione mentre correva fra le stazioni Tekhnologicheskiy Insitut e Sennaya Ploshchad causando, secondo il governo, almeno 10 morti e 47 feriti, sei dei quali gravi. Un bilancio provvisorio, che media locali di San Pietroburgo fanno salire a 14 vittime e che potrebbe aumentare ancora nelle prossime ore. Un secondo ordigno, mascherato da estintore, e' stato rinvenuto in una terza stazione, la Ploshchad Vosstaniya, ed e' stato disinnescato dagli artificieri: si trattava di una bomba ben piu' potente - un chilo di tritolo - di quella usata nel vagone della metropolitana ma di fattura simile, ovvero zeppa di "corpi lesivi" (biglie e chiodi mozzati) utilizzati per massimizzare l'impatto mortifero. Putin, che ha parlato alle tv prima del suo incontro con Lukashenko, poco dopo l'attentato, ha espresso le "condoglianze" alle vittime e ha assicurato che le autorita' stanno conducendo indagini a tutto campo. Il Comitato Investigativo russo nel pomeriggio ha confermato di aver lanciato un'indagine per "terrorismo" ma ha sottolineato che ogni altra ipotesi verra' analizzata. Le piste privilegiate, ad ogni modo, sono quella "estremista", dunque di matrice islamica, e quella "nazionalista". La polizia sarebbe sulle tracce di due presunti attentatori: uno avrebbe piazzato l'ordigno a bordo del treno, l'altro si sarebbe occupato della bomba-estintore a Ploshchad Vosstaniya. Sui media e' poi approdata l'immagine di uno dei due possibili responsabili, ripresa dalle telecamere di sicurezza: un uomo dalla carnagione olivastra, folta barba e copricapo nero. Insomma, l'identikit tipo dell'estremista islamico. "Un aspetto fin troppo convincente", ha commentato su Facebook Gleb Pavlovsky, ex spin-doctor del Cremlino e ora critico di Putin. Una teoria in qualche modo condivisa dagli inquirenti, secondo cui potrebbe trattarsi di un "travestimento" per depistare le indagini. Secondo Pavel Felgenghauer, esperto militare e di sicurezza, l'ipotesi piu' probabile e' quella di un "attentato dell'Isis" benche' per averne la certezza bisognera' attendere la rivendicazione. "Il timore - ha aggiunto in un colloquio con l'ANSA - e' che ci si trovi di fronte a uno 'sciame terroristico'". In quel caso le conseguenze politiche potrebbero essere "profonde". Il Paese, d'altra parte, e' appena stato scosso da un'ondata di proteste, in cui molti russi, in maggioranza giovanissimi, si sono scagliati contro la corruzione. "Le autorita' - ha concluso Felgenghauer - potrebbero voler sfruttare l'attentato per sopprimere ogni tentativo di manifestazione e ridurre al silenzio i dissidenti". L'ipotesi non e' del tutto campata per aria. In tv si sono gia' udite alcune voci - come lo scrittore Alexander Prokhanov - che hanno legato l'attentato alle proteste, individuando in una misteriosa "fonte estera" la regia di entrambi gli eventi. L'obiettivo sarebbe quello di "destabilizzare il Paese" nell'anno che precede le elezioni presidenziali, previste per il marzo del 2018. Putin, al termine dell'incontro con Lukashenko, e' comparso davanti alla telecamere e ha dato un resoconto dettagliato dei negoziati avuti con il suo omologo: Russia e Bielorussia, per quanto alleati di ferro, escono da una dura diatriba sui prezzi del gas ed era importante lanciare un messaggio distensivo. Ma il presidente, in un insolito silenzio, non ha speso una sola parola sull'attentato. Dall'Italia, intanto, sono arrivati messaggi di cordoglio dal premier Paolo Gentiloni e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a giorni sara' in visita ufficiale a Mosca. Al momento non si ha alcuna segnalazione di italiani che non siano in contatto con le famiglie, ma per escludere con certezza il coinvolgimento di connazionali bisognera' probabilmente aspettare domani.
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