Processo Crescent, l’imprenditore in aula: «A Salerno non ero gradito»

Processo Crescent, l’imprenditore in aula: «A Salerno non ero gradito»

Crescent, la testimonianza dell'imprenditore

SALERNO – E’ stata caratterizzata dalla deposizione di un testimone – Corrado Sallustro, titolare della ditta Cogefer – l’udienza di oggi del processo sulla costruzione del Crescent, a Salerno, in corso in Tribunale nella città campana. Nel processo sono imputati l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ora presidente della Regione Campania, e altre 21 persone tra ex assessori, tecnici comunali e imprenditori. I reati contestati a vario titolo sono quelli di falso in atto pubblico, lottizzazioni abusive e abuso d’ufficio. La Cogefer in un primo momento si era aggiudicato l’appalto dell’edificio prima della revoca e della successiva vittoria della ditta antagonista, l’Ati formata dai fratelli Elio e Eugenio Rainone e dai costruttori Ritonnaro e Favellato. Nella lista dei testimoni da ascoltare oggi c’era anche l’avvocato Gualtiero Pittalis, presente in aula, ma il pm Gugliemo Valenti ha ritenuto sufficiente l’acquisizione degli atti in fase investigativa. Il pm ha chiesto a Sallustro di ripercorrere tutta la vicenda dall’aggiudicazione dell’appalto. “Ricordo – ha spiegato l’imprenditore – che all’apertura della busta, avvenuta in un ufficio comunale, vi fossero otto-nove persone e non ho avvertito particolari reazioni, né positive, né negative. Tempo dopo arrivò una telefonata che prese la mia segretaria. Qualcuno disse di chiamare dal Comune di Salerno ma non si è mai presentato, dunque non potrei sapere con chi ho parlato e perché ha chiamato. Quella telefonata, nella quale mi si invitava a stare attento e a starmene a casa – ha aggiunto Sallustro – non mi ha intimorito ma ho capito che a Salerno non ero gradito. Così ho preferito lasciar perdere e chiedere il rimborso della cauzione versata. Non riferii ai Carabinieri salernitani, nella persona del colonnello Merone, di quella telefonata dal momento che non mi interessava sapere chi mi avesse contattato. In quelle giornate (quando arrivò la telefonata) eravamo scollegati, non funzionando i tamburi che erano staccati, e dunque non si registrò la telefonata in questione. Io, però, diedi talmente poco peso all’episodio che non ne parlai neanche con il mio avvocato”. Le prossime udienze sono state fissate per il 14 e 18 aprile prossimi. A margine dell’udienza di oggi la Rcm, l’impresa che sta realizzando il Crescent, ha lanciato un avviso pubblico per la ricerca di sei giovani (quattro ingegneri e due geometri esperti CAD) da impegnare – attraverso il progetto Garanzia Giovani – nel cantiere dell’emiciclo dove i lavori sono ripresi dopo il recente dissequestro dello scorso 5 febbraio. “Siamo contenti di poter offrire un’occasione di formazione e di lavoro a ragazzi in cerca di occupazione – ha spiegato Eugenio Rainone della Rcm (presente in aula all’udienza) – certi che questa esperienza arricchirà il loro bagaglio professionale e fornirà un contributo di idee ed energie nuove al nostro lavoro”.


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