Estorsione a imprenditore di Salerno: in tre nei guai, c’è anche un affiliato ai De Feo

Estorsione a imprenditore di Salerno: in tre nei guai, c’è anche un affiliato ai De Feo

Estorsione a imprenditore, tre nei guai

BATTIPAGLIA – Nella mattinata odierna, a Battipaglia e presso le Case Circondariali di Salerno e Napoli – Poggioreale, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno dato esecuzione all’Ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Salerno nei confronti dei battipagliesi Giacomo Turi (44 anni contiguo al clan camorristico “De Feo”, operante nell’area a sud della provincia salernitana, in atto ristretto presso la Casa Circondariale di Salerno), Carmine Federico (36 anni, ristretto presso la Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale, Domenico Procida (32enne, ristretto agli arresti domiciliari. 

Tutti sono già detenuti per altri motivi, e sono ritenuti responsabili di concorso in estorsione, violazione di domicilio e danneggiamento.

Il provvedimento scaturisce da intensa attività investigativa, espletata dai Carabinieri della citata Compagnia, che ha permesso di comprovare il loro pieno coinvolgimento, quali correi, nell’estorsione compiuta, il 25 gennaio 2015, dalla 41enne Manuela Barra, all’epoca convivente di Giacomo Turi, nei confronti di un imprenditore salernitano, al quale vennero estorti 1.300,00 euro quale risarcimento per un sinistro stradale in cui era rimasta convolta un’autovettura intestata alla ditta della vittima, e condotta dalla citata donna, somma della quale quest’ultima intendeva appropriarsi.

Al fine di convincere la vittima a consegnare la somma, due sere prima dell’arresto della donna, ovvero il 23 gennaio 2015, Giacomo Turi, con la complicità di Carmine Federico e Domenico Procida, con una mazza da baseball mandò in frantumi il lunotto termico dell’Audi di proprietà dell’imprenditore, parcheggiata nel piazzale sottostante l’abitazione della vittima.

L’indagine ha consentito, inoltre, di appurare la responsabilità del solo Turi nella rapina perpetrata, il 19 dicembre 2014, presso l’agenzia assicurativa “Generali” di Capaccio Scalo, in cui venne sottratta la borsa all’impiegata, oggi 60enne, unica presente nella circostanza.

A Turi e Federico la misura è stata notificata presso le rispettive Case Circondariali mentre al Procida presso la sua abitazione, ubicata a Battipaglia.


ULTIME NEWS