Porticciolo di Pastena nel degrado, il grido d’allarme del comitato

Porticciolo di Pastena nel degrado, il grido d’allarme del comitato

Porticciolo nel degrado, allarme del comitato

Porticciolo nel degrado, appello al sindaco di Salerno.

«Il Comune di Salerno ha ormai completamente delegato a cittadini volontari le opere di pulizia e di messa in sicurezza della zona – scrivono gli esponenti del comitato “Giù le mani dal porticciolo” – L’intera area del Porticciolo di Pastena è completamente lasciata all’abbandono: sulla piazzetta e lungo la passeggiata che conduce alla spiaggia viene raramente effettuata la manutenzione e la pulizia. Tra i rifiuti quasi mai raccolti, se non da cittadini volontari che hanno a cuore l’area, completano il quadro tamerici mai potate che rischiano di cadere alla prima folata di vento e una ringhiera, completamente arrugginita, pericolosissima soprattutto per i più piccoli. Si trovano nel medesimo stato d’abbandono le spiagge libere che vanno tra l’area in gestione alla cooperativa “Pastena94” e quella in gestione al “Lido Caravella”: dopo le ultime mareggiate sono presenti in spiaggia rifiuti di ogni genere e, cosa ancora più preoccupante, negli ultimi giorni vengono appiccati piccoli incendi utilizzando i cumuli di rifiuti sopracitati, generando miasmi insopportabili e fumi tossici (diossine dovute alla combustione della plastica) che minano ancora di più la salute e l’incolumità dei cittadini ivi residenti. Il Comitato si augura che le istituzioni coinvolte vogliano avviare tutti gli accertamenti del caso e richiede, nel più breve tempo possibile, il ripristino degli standard igienici e di sicurezza con un’accurata rimozione dei rifiuti plastici e metallici dalla spiaggia evitando di nasconderli sotto la sabbia, la riattivazione della manutenzione ordinaria degli spazi demaniali e dell’arredo urbano con particolare attenzione a pubblica illuminazione, panchine e verde pubblico e l’immediata sostituzione della ringhiera della piazza del Porticciolo di Pastena che risulta un costante pericolo per l’incolumità dei cittadini».


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