Castellammare. L’Eav non paga, azienda verso la chiusura (Foto)

Castellammare. L’Eav non paga, azienda verso la chiusura (Foto)

L'Eav non paga, azienda verso la chiusura

l lavoro c’è, gli operai pure. Ciò che manca sono i soldi e non per colpa dell’azienda. Anzi. Rischia di chiudere la storica ditta El.Ca. di via Ripuaria a Castellammare di Stabia, operante da circa 20 anni sul territorio e che conta 60 operai, ai quali si aggiungono quelli dell’indotto. Il paradosso è che a determinare la chiusura dell’azienda e il licenziamento dei dipendenti è lo Stato, o meglio la Regione Campania, attraverso la partecipata Eav. Suona stonata nei giorni in cui si parla di futuro e miglioramento del trasporto pubblico, di hub ferroviari e progetti innovativi per la Circumvesuviana, la storia di una ditta che da decenni si occupa di manutenzione e revamping dei treni che ogni giorno corrono avanti e indietro sulle tratte della Campania. 

L’azienda tra il 2014 e il 2015 ha effettuato lavori per conto dell’Eav per poco meno di 1,5 milioni di euro, fatture che la partecipata della Regione avrebbe dovuto saldare entro lo scorso mese di agosto. Da allora sono passati 6 mesi e di quei soldi nemmeno l’ombra. Fosse solo questo. In essere c’è un altro appalto per il revamping, ossia l’adeguamento di alcune carrozze di treni ultra-tecnologici che dovrebbero percorrere le tratte della Campania. Un lavoro da consegnare nei prossimi mesi, per un contratto che prevede anche penalità in caso di ritardi da parte dell’azienda incaricata dell’appalto. La El.Ca. s’è trovata nella scomoda situazione di chi da una parte deve acquistare materiale ad altissimo costo (impianti di condizionamento e riscaldamento, o sistemi di videosorveglianza, ad esempio) per realizzare il lavoro, mentre dall’altra non riesce ad incassare i soldi per le commesse già consegnate. In questi mesi diversi i solleciti di pagamento inevasi da parte dell’Eav, oltre a una riunione con l’assessore regionale Sonia Palmeri che aveva promesso d’interessarsi del caso. Anche se ad oggi, quell’impegno, è rimasto lettera morta. 


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