Napoli. Rapina a furgone portavalori: arrestata guardia giurata

Napoli. Rapina a furgone portavalori: arrestata guardia giurata

Rapina a furgone portavalori: arrestata guardia giurata

La squadra Mobile di Treviso ha arrestato una guardia giurata, denunciato altre due persone e compiuto 14 perquisizioni nell’ambito delle indagini sulla rapina da 800 mila euro al furgone portavalori della Civis avvenuta il 15 luglio scorso a Preganziol (Treviso). In manette è finito Gianluca Schisano, 37 anni, domiciliato nel napoletano, mentre sono stati denunciati suo fratello e un loro amico dipendente di un’altra agenzia di trasporto valori. Le perquisizioni sono state svolte tra le province di Mestre, Napoli e Foggia nei confronti di amici vicini agli indagati. Lo scorso luglio, tre banditi, stando alla ricostruzione resa all’epoca alla polizia da Schisano, entrarono in azione quando una delle due guardie giurate entrò nel supermercato lasciando a bordo il collega. Il furgone che aveva già caricato in precedenza altro denaro, era giunto al supermercato per raccogliere l’incasso. Schisano riferì che i malviventi avevano messo dei candelotti di dinamite (poi risultati falsi) sul parabrezza del furgone costringendolo ad aprire il mezzo da dove furono prelevati i sacchi col denaro prima di fuggire. A dare l’allarme era stato il collega che una volta uscito non aveva trovato il furgone e aveva sospettato una possibile azione criminosa. La ‘mobile’ ha però appurato che Schisano aveva finto di essere stato sequestrato consentendo ai complici di fuggire subito dopo l’accaduto. Gli investigatori si erano subito insospettiti dal fatto che Schisano aveva spostato il furgone fuori dal ‘controllo’ delle telecamere del supermercato, accertando poi che l’uomo aveva problemi economici e conduceva una vita al di sopra delle sue possibilità. L’ indagato, che si trovava in malattia da dopo la rapina, è stato licenziato così come il collega anche se quest’ultimo pare sia estraneo al fatto. Il fratello e l’amico di Schisano, secondo la polizia, avrebbero contribuito a pianificare l’assalto, svolgendo, tra l’altro, sopralluoghi nell’area del supermercato.


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