“Meglio il carcere che mia sorella”, il giudice lo accontenta

“Meglio il carcere che mia sorella”, il giudice lo accontenta

"Meglio il carcere che mia sorella", il giudice lo accontenta

Parenti serpenti dice il proverbio. E tali erano senza dubbio per un uomo che costretto ai domiciliari nella casa della sorella e del cognato, un giorno non ha retto più e si è spontaneamente recato alla stazione dei carabinieri più vicina per chiedere di essere riportato in carcere. E la Cassazione lo ha accontentato. D’accordo con le conclusioni dei giudici di merito, da piazza Cavour, come riporta il portare di informazione giuridica Studio Cataldi, hanno confermato la condanna dell’uomo per evasione (sentenza n. 8614/2016).

La sesta sezione penale – scrive Marina Crisafi, sociologa specializzata nelle tematiche familiari e di diritto civile – ha ritenuto l’uomo responsabile del “reato di evasione”, per essersi allontanato arbitrariamente dall’abitazione della sorella e del cognato, “dove si trovava ristretto in regime di arresti domiciliari”.


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