Uccisi in Libia, le salme di Failla e Piano tornano in Italia

Uccisi in Libia, le salme di Failla e Piano tornano in Italia

Failla e Piano tornano in Italia

ROMA – Il C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo le salme di Failla e Piano è atterrato all’aeroporto militare di Ciampino a mezzanotte e 40 minuti. Ad accoglierle, i familiari dei due tecnici della Bonatti, accompagnati in aeroporto dopo la lunga attesa da lunedì in un albergo della capitale.

l ministro degli Esteri Gentiloni ha informato il Parlamento sulla vicenda dei quattro tecnici italiani rapiti in Libia. “L’Italia non vuole avventure inutili“, ha detto il ministro, assicurando che un eventuale intervento avverrà “solo con il via libera delle Camere”. E mentre slitta di ora in ora il rientro delle salme dei due tecnici da Tripoli, in serata hanno parlato i familiari di Failla: “Non ci hanno aiutato a salvarlo”.

Ciao sono Salvo, i miei compagni li hanno portati via, io sono rimasto da solo e ho bisogno di cure mediche, ho bisogno di aiuto. Parla con giornali e tv, vedi di muovere tutto quello che puoi muovere”.  “Sono rimasto da solo, prima stavo bene ma ora ho bisogno di medicine. Muovi tutto quello che puoi, i media, i tg: ho bisogno di aiuto, la Bonatti non fa più niente”. Questo il disperato appello di Salvatore Failla, probabilmente registrato, che il 13 ottobre scorso la moglie del tecnico ascoltò al telefono dopo essere stata chiamata dai sequestratori. La donna poi chiese ai sequestratori di passargli il marito ma questi si rifiutarono. “Uno dei sequestratori mi chiamò e parlò in italiano”, ha detto la moglie di Failla.


ULTIME NEWS