La nuova sfida di Assotir parte dalla provincia di Salerno

La nuova sfida di Assotir parte dalla provincia di Salerno

Assotir, sfida da Salerno

La prima di una serie di iniziative per sensibilizzare il mondo dell’autotrasporto e, più in generale, quello dell’imprenditoria italiana. Un modo per valorizzare l’attività anche a livello locale, con un legame quanto più stretto possibile al territorio. Ogni area geografica, in Italia, costituisce un distretto industriale e ha una sua peculiarità nella produzione: l’obiettivo di Assotir con questa iniziativa è dunque di raccogliere le diverse esigenze di ciascun territorio per trovare la giusta sinergia tra i diversi settori imprenditoriali. Parte da San Valentino Torio la nuova battaglia dell’associazione. Salerno può considerarsi capitale del conserviero: ortofrutta e agroalimentare in generale costituiscono il fiore all’occhiello dell’economia della zona. Ma la produzione ha un punto fondamentale nella sua logistica: gli spostamenti sia di materie prime che di prodotti finiti sono infatti un passaggio inevitabile, che non deve comportare speculazioni. “La crisi economica iniziata nel 2008 e non ancora del tutto conclusa ha influenzato ogni settore dell’economia” afferma Claudio Donati, Segretario generale di T.I. Assotir, “ed è stata affiancata dai fenomeni della globalizzazione e della digitalizzazione. È dunque oggi necessario ripensare l’intero sistema economico, inclusa la fase dei trasporti, determinanti nella valorizzazione del made in Italy”. Non c’è stato infatti solo un mutamento quantitativo, ossia una riduzione delle merci conseguente ai minori consumi e alla riduzione della produzione, ma anche un cambiamento qualitativo, dovuto a nuove regole sui trasporti. Dal 2009 al 2014, si è verificato un saldo complessivo che testimonia la perdita di 18mila imprese: questo significa che ogni 5 trasportatori uno ha smesso di fare la sua attività. “Anche nel settore degli autotrasporti sono così avvenuti importanti cambiamenti, tuttora in corso. Questi mutamenti vanno compresi e interpretati: solo con una piena presa di coscienza si può rendere nuovamente competitiva un’impresa su un mercato rinnovato. Competenze e capacità imprenditoriali sono gli strumenti per vincere questa delicata partita” spiega ancora Donati. Cosa possono fare dunque i trasportatori per aiutare le imprese a costruire un futuro migliore? “Vogliamo favorire la diffusione della cultura imprenditoriale, soprattutto presso quei giovani meno esperti che hanno già a che fare con una realtà aziendale importante e che hanno il dovere di ragionare su prospettive di lungo periodo. La sfida del futuro la vincerà solo chi riuscirà a comprendere i cambiamenti in corso” prosegue Donati. Proprio il mondo dei trasporti ha visto dei cambiamenti sostanziali rispetto solo a pochi anni fa: oggi, infatti, la merce viene prodotta e venduta attraverso il meccanismo del just in time, mutando radicalmente la funzione del trasporto; in altri termini, non si realizzano scorte, ma si produce solo in funzione di quanto viene richiesto dal mercato in un preciso momento. Il mondo dell’autotrasporto deve dunque essere costantemente vigile per capire quali sono gli orientamenti della società da cui scaturisce la domanda dei diversi beni, mettendosi quindi a disposizione in ogni circostanza utile. L’autotrasporto si conferma così un valore aggiunto per la valorizzazione del made in Italy: “è un anello fondamentale della catena logistica, permette il contatto tra produttore e consumatore e rappresenta uno spaccato dell’andamento economico del Paese”.


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