Bomba a Torre Annunziata: ipotesi ritorsione

Bomba a Torre Annunziata: ipotesi ritorsione

ipotesi ritorsione

Si indaga su una richiesta estorsiva ma non si esclude che ci sia una ritorsione dietro il raid di questa mattina ai danni della “Caffetteria del Corso”, a Torre Annunziata. Nel mirino, è finito il titolare dell’attività commerciale, un 29enne oplontino, che potrebbe essere stato vittima di racket anche se alla polizia ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce in tal senso. Indagini a trecentosessanta gradi. Gli investigatori scrutano nella vita del proprietario che non risulta parente di malavitosi. 

Tuttavia, le indagini dei detectives oplontini si stanno concentrando anche su uno scontro tra clan avversi. Per gli agenti del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata, guidato dal primo dirigente Vincenzo Gioia, non si esclude del tutto un collegamento con l’incendio del 6 febbraio scorso, quando fu preso di mira un’auto intestata a Lucia Gallo, moglie di Giovanni Colonia, attualmente detenuto e affiliato al clan Gallo. Al momento, però, sono pochi gli elementi nelle mani degli investigatori per propendere per una ipotesi più delle altre. 

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